Honeywell, l’allerta resta alta

14 Luglio 2017

Sindacati pronti a una lunga battaglia. Si muovono M5S e Sinistra

ATESSA. Dopo due giornate di sciopero (ora sospeso) e appelli da parte di sindaci, partiti politici e rappresentanti istituzionali per scongiurare la chiusura della Honeywell, fabbrica dei turbo che dà lavoro a 420 dipendenti, i dirigenti della multinazionale hanno annunciato la volontà di aprire un tavolo di discussione in sede di governo regionale e nazionale. Le segreterie sindacali di Fim, Fiom e Uilm esprimono soddisfazione per i primi risultati ottenuti. I sindacati, che stanno lavorando di concerto con la Conféderation Générale du Travail per due grandi manifestazioni a livello europeo (nei siti Honeywell di Francia e Svizzera), ribadiscono le richieste che saranno portate al primo tavolo istituzionale il prossimo 20 luglio in Regione e poi anche al Mise: blocco del processo di duplicazione delle attività di Atessa; impegno a rilanciare lo stabilimento e azzeramento di ogni forma di licenziamento. Sinistra Italiana, intanto, esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori attraverso il deputato Giovanni Paglia. «Il reiterato annuncio di 35 licenziamenti, la spesa di 30 milioni di euro per eseguire il backup degli 83 codici di produzione di Atessa e la possibile chiusura dello stabilimento nel 2018», sostiene Paglia che annuncia un’interrogazione urgente al ministro dello Sviluppo economico, «costituirebbero una vera catastrofe sociale. Noi di Sinistra Italiana saremo al fianco di chi alza la voce per far valere la propria dignità e i propri diritti». «La chiusura della Honeywell rappresenterebbe un’ulteriore grave sconfitta per l’occupazione in Abruzzo», interviene il consigliere regionale M5S Pietro Smargiassi, «il governo regionale deve mettere in campo provvedimenti urgenti. Anche i miei colleghi Gianluca Vacca alla Camera e Gianluca Castaldi in Senato stanno operando per portare la questione all’attenzione del ministro Calenda». (d.d.l.)