Honeywell, riconversione in due fasi

Atessa. Innaurato: bene la riassunzione dei dipendenti, la Regione è stata concreta
ATESSA. È quasi fatta per il piano di riconversione post-Honeywell. L’ultima parola spetta al colosso statunitense dei turbocompressori, ma la terza proposta giunta al tavolo del Ministero dello sviluppo economico (Mise) a Roma, sembra essere la più allettante e la più fattibile. Il placet al piano industriale della Emarc (dal 2017 acquisita dal colosso cinese dell’acciaio Baosteel) è arrivato dai sindacati, ma anche dalla Regione. Il piano Emarc sembra essere il più concreto e il più percorribile sia dal punto di vista della riacquisizione di 162 dipendenti, che per quanto riguarda gli obiettivi industriali. La Emarc è in espansione. Da un lato le forti richieste da parte del mercato dei furgoni commerciali, con Sevel in testa, e dall’altro l’alta gamma di prodotti offerti, fanno di questa multinazionale un ottimo compromesso per riprendere le redini dello stabilimento Honeywell.
Il progetto prevede due step: nella prima fase la Emarc preferisce concentrare in Val di Sangro la produzione di componenti automobilistici in acciaio, vicino quindi al suo cliente principale, la Sevel. Entro 12 mesi dall’avvio delle attività il gruppo Baosteel prevede circa 8,5 milioni di investimento ripartiti su impianti generici di stabilimento e nuove linee produttive. In questa prima fase, entro un anno dall’avvio delle linee, saranno assunti 110 lavoratori di cui 68 diretti, 33 indiretti e 9 addetti al personale di struttura. Nella seconda fase del progetto è prevista la realizzazione di un centro servizi di taglio dell’acciaio con l’implementazione di 3 nuove linee produttive per un investimento, da dicembre 2019, di circa 13 milioni di euro. Sono 52 le assunzioni previste in questa fase: 36 lavoratori diretti, 12 indiretti e 4 addetti alla struttura. Tutte le assunzioni per il personale diretto di produzione sono a tempo indeterminato, mentre per le altre assunzioni sono previsti contratti a tempo determinato per i primi sei mesi per poi passare ai contratti a tempo indeterminato.
«Il percorso è ancora lungo», commenta Davide Labbrozzi, segretario Fiom Chieti, «ma la proposta della Emarc ci piace sia per sostenibilità economica che per i numeri presentati. Adesso si può accelerare sul processo di riconversione e chiudere questa dolorosa pagina della Honeywell». «La Regione», interviene il consigliere regionale Antonio Innaurato, «ha mostrato lungimiranza nel voler verificare attentamente tutte le proposte fatte e questo recente progetto ci fa esprimere grande soddisfazione. La Regione ha avuto un ruolo concreto e trasparente che ha permesso di raggiungere un’azione sinergica ed efficace in breve tempo. Le tre proposte sono concrete, ma in base agli accordi presi tra Regione e sindacati si era stabilito che bisognava dare il massimo risalto alla riacquisizione del maggior numero di dipendenti». (d.d.l.)
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