Honeywell, è gara di solidarietà
Continua nelle aziende la raccolta fondi per gli operai in sciopero
ATESSA. Prosegue la solidarietà dei lavoratori delle fabbriche abruzzesi nei confronti dei 420 dipendenti della Honeywell che sono in sciopero ad oltranza da 40 giorni per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Atessa. In tanti, tra le tute blu della Val di Sangro e non solo, hanno promosso e promuovono raccolte di fondi da destinare ai colleghi che questo mese resteranno senza stipendio, con il doppio dramma di un futuro incerto e un presente pieno di difficoltà per chi deve mandare avanti la famiglia, far fronte a spese correnti, mutui, spese sanitarie.
Dopo la Denso di San Salvo e la Sapa Buildex di Atessa, dove i dipendenti si sono attrezzati per devolvere un’ora del proprio stipendio del mese di ottobre in favore delle famiglie dei dipendenti Honeywell, contribuiranno alla raccolta fondi anche la Tekal di San Giovanni Teatino, la Sicma di Miglianico, la Pelliconi e la Isringhausen di Atessa e la Honeywell di Trieste.
Anche in Sevel le rsa di stabilimento stanno vendendo biglietti di solidarietà. «Bisogna coinvolgere il maggior numero di persone», commenta la rsu Fiom in Honeywell, Giuseppe De Luca, «il tema centrale che abbiamo posto ad esempio alla politica nelle relazioni che io stesso ho inviato, è che la politica nazionale e le attività parlamentari, dopo venti anni dalla nascita ufficiale della globalizzazione, non si sono mai interrogati, né hanno mai manifestato un interesse concreto per risolvere la questione del trasferimento delle grandi imprese, magari coinvolgendo le parti sociali come primo passo nel tentativo di arginare il problema nazionale del lavoro che c'è, ma che si decide di trasferire altrove secondo le logiche di massimalizzazione dei profitti. Si tratta di una emorragia che non si ferma più». (d.d.l.)
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