I 250 studenti sfrattati chiedono una sede sicura

Gli alunni del liceo artistico senza più un tetto protestano con banchi e scatoloni La preside Di Renzo incontra D’Alfonso per lo spostamento al Ciapi: ci serve subito
CHIETI. Nella giornata per la Sicurezza nelle scuole e in quella della Musica e arte oltre la parola, i 250 studenti del liceo artistico e coreutico utilizzano proprio l’arte per ricordare che non hanno più una scuola dopo i cedimenti nella vecchia sede di via D’Aragona. A sostenerli c’erano anche i 400 studenti del classico Vico che condividono con l’artistico la stessa dirigente, Paola Di Renzo.
Nel corso della performance artistica i ragazzi hanno messo al centro di piazza Vico banchi e sedie e vi hanno costruito attorno delle pareti fatte di cartone. Hanno poi simulato un terremoto e, dopo il tremolio, le mura di cartone sono cadute addosso agli studenti. A quel punto è partito il serpente, pure questo di cartone, che voleva significare il «silenzio strisciante delle istituzioni», come hanno spiegato i ragazzi. Un silenzio che fa rumore perché i ragazzi stanno portando avanti i loro studi con grande difficoltà, visto che non hanno a disposizione i laboratori. «Per noi ora è anche un problema di didattica», spiega la preside Di Renzo che ieri mattina, insieme alla responsabile dell’artistico Marialudovica Allevi, ha incontrato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Al presidente abbiamo chiesto di accelerare il più possibile il progetto di spostare la scuola al Ciapi. In questo modo avremo una sede sicura mentre quella del centro di formazione della Regione tornerà a vivere». Attualmente, infatti, il Ciapi è completamente fermo. Il centro è al collasso e la Regione deve decidere cosa farne. Il progetto di spostarvi il liceo artistico potrebbe assicurarne la sopravvivenza. «Il presidente si è impegnato a convocare un incontro con il presidente della Provincia Mario Pupillo prima di Natale, per avviare il progetto Ciapi. La nostra speranza è che a primavera ci si possa spostare lì». Il liceo artistico ha anche vinto un finanziamento di 175mila euro per un laboratorio di arte orafa. Parte dei fondi potrebbero essere messi a disposizione per ristrutturare uno dei laboratori del Ciapi. Ma se la scuola non ha i laboratori, rischia anche di perdere l’intero finanziamento. I 250 studenti del “Nicola da Guardiagrele” sono in cerca di una sede dallo scorso 9 ottobre, quando una parte di intonaco della sala professori è crollata dal soffitto. Attualmente fanno lezione al seminario regionale, ma senza laboratori.

