I 40enni in coda per AstraZeneca Preso d’assalto il PalaMasciangelo

Dopo la “fuga” degli anziani, si riempie la struttura di Santa Rita: in tanti arrivano senza prenotazione In un pomeriggio inoculate 400 dosi. L’appello: chi anticipa il turno si cancelli per liberare altri posti
LANCIANO. Semivuoto al mattino, stracolmo la sera. È un PalaMasciangelo dai due volti quello che apre le porte alla città, e soprattutto a chi deve fare il vaccino, ogni giorno. Quasi vuoto al mattino, come testato dal sindaco Mario Pupillo che venerdì ha fatto il vaccino e si è accorto delle tante defezioni: 70 presenti su 200 prenotati. Una sorta di “fuga” da AstraZeneca di 130 persone che lo ha fatto infuriare, dispiacere e spinto a strigliare i cittadini: «Abbiate rispetto e senso civico: non occupate posti che possono essere destinati a chi veramente attende i vaccini».
La sera, invece, la struttura si riempie: 400 i vaccinati di venerdì pomeriggio, molti over 40 e senza prenotazione. Un vero assalto alle dosi quello dei quarantenni e non solo. Ieri si è replicato, con la ressa pomeridiana anche di giovani con meno di 40 anni. «Ho 34 anni», racconta un ragazzo in fila, «si sono dimenticati della nostra fascia di età visto che non possiamo neanche prenotarci. Ci si è fermati agli over 40 e si passa ora ai maturandi. Ieri sera sono arrivato troppo tardi, adesso sono in fila e conto di fare il vaccino. Se ci sono posti vuoti, perché non dare a noi che vogliamo fare i vaccini la possibilità di farli?».
In pratica c’è una sorta di open day ufficioso, visto che quello ufficiale chiesto da Pupillo è stato negato dal manager Asl Thomas Schael. Un diniego dato per evitare che si crei ancora più caos, un super lavoro per medici e infermieri che devono accontentare anche chi, dopo tre ore di fila, senza prenotazione, pretende di fare il vaccino e alza pure la voce: «Mi hanno detto che potevo aspettare», si giustifica un 47enne, «invece poi mi hanno rimandato a casa. Ora ho la prenotazione e sono in fila».
La coda che si forma all'ingresso della struttura va divisa in due: i prenotati, anche quelli last minute, e i non prenotati, che comprende anche i ragazzi, oltre che 40enni e 50enni con appuntamenti dopo la metà di luglio.
A fare avanzare i prenotati sono i volontari che ogni giorno aiutano a compilare i moduli, indirizzano, bloccano, spiegano con pazienza cosa fare. «Bisogna fare chiarezza», dice il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, presente al PalaMasciangelo, «perché abbiamo due tipi di persone: i diffidenti, coloro che non vogliono AstraZeneca e quindi non si presentano, e coloro che hanno anticipato la vaccinazione nei vari open day fatti finora e non hanno cancellato la prenotazione. Così restano negli elenchi e occupano un posto che invece potrebbe essere assegnato a qualcun altro. Bisogna cancellarsi se non si vuole fare il vaccino o si è già fatto». Anche il sindaco Pupillo lancia un monito: «Serve senso civico: AstraZeneca è un vaccino sicuro altrimenti non verrebbe fatto», ripete, «non occupiamo posti che possono essere dati a chi il vaccino è pronto a farlo subito».
E sono in tanti vista la fila fino a tarda sera all'ingresso della struttura di Santa Rita. «La paura sui possibili effetti collaterali c’è sempre», chiude un 43enne che esce dopo due ore di fila e il vaccino fatto, «ma se vogliamo tornare a vivere, è questa la strada giusta».

