I 50 profughi restano in Abruzzo «Qui c’è la città dell’accoglienza»

È approdata alle 15.30 la Solidaire con 39 adulti e 11 minorenni dei quali solo uno accompagnato In 13 distribuiti già ieri nel Chietino, 12 in provincia dell’Aquila, 12 nel Pescarese e 13 nel Teramano
ORTONA. È approdata ieri a Ortona la nave Solidaire della Ong Open Arms con a bordo 50 migranti. È il 12° sbarco di profughi in città da quando il porto abruzzese è stato inserito tra gli approdi delle missioni umanitarie nel Mediterraneo e il sesto dall’inizio dell’anno. L’iniziale attesa era per le ore 19.15, ma la Solidaire è giunta nello scalo marittimo intorno alle ore 15.30. A bordo 50 migranti, tutti maschi, provenienti da Guinea, Egitto, Bangladesh, Pakistan, Eritrea, Sudan, Sud Sudan e Darfur. La Solidaire li ha salvati e fatti salire a bordo al largo delle coste libiche. Anziché 10, come annunciato qualche giorno prima, i minorenni a bordo erano 11, di cui 10 non accompagnati: per un errore dovuto a differenze linguistiche, l'età di uno dei ragazzi era stata interpretata in modo sbagliato. Tra di loro, la maggior parte è a ridosso della maggiore età.
Quando la nave è attraccata, i medici dell’Usmaf sono saliti a bordo per stabilire lo stato di salute dei migranti. L’acronimo Usmaf sta per “Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera”. Una volta scesi dalla nave dopo il lungo viaggio, i migranti sono stati accolti dal personale della Croce Rossa, dalle forze dell’ordine e dalle autorità portuali. Successivamente hanno potuto cambiarsi all’interno delle auto messe a disposizione dalla protezione civile.
I minorenni sono stati subito fatti salire su un veicolo per essere trasferiti. La prima meta è stato l’hub predisposto dalla prefettura di Chieti - competente per le operazioni in questione - in contrada Tamarete, nella zona artigianale della città, dove sono state effettuate tutte le procedure di identificazione. Lì, i migranti sono stati fotosegnalati e ascoltati; dopodiché sono stati redatti i vari verbali.
Nel corso del pomeriggio-sera hanno lasciato Tamarete per essere nuovamente trasferiti. È stato comunicato che tutti e 50 i migranti rimarranno in Abruzzo. Nello specifico, 12 profughi sono stati condotti in provincia dell’Aquila, altri 12 nel Pescarese, altri 13 nel Teramano e i restanti 13 sono rimasti nel Chietino.
Alcuni residenti si sono interrogati sul livello di accoglienza presente in Abruzzo. «Non abbiamo mai avuti problemi», ha affermato il commissario prefettizio di Ortona, Gianluca Braga, che in qualità di viceprefetto ha coordinato le operazioni di accoglienza dei 50 migranti, in risposta ai dubbi, «neanche nei centri abitati più piccoli come Palmoli», ha aggiunto.
Il report medico effettuato prima dello sbarco indicava che i migranti fossero tutti in buone condizioni di salute. Nonostante ciò, fino a quando la nave non è approdata, il rapporto non è rimasto mai completamente sicuro al 100%. Ma se ci fossero stati casi di patologie particolari, sarebbe stato richiesto l’immediato trasferimento dei profughi in ospedale, cosa che non è avvenuta. I dati sono arrivati una volta conclusi i vari accertamenti da parte dell’Usmaf: quattro migranti avevano mostrato uno stato di salute precario, ma senza necessità di ricovero ospedaliero. «Ci siamo impegnati affinché ricevessero tutto ciò che gli è dovuto. Ortona si conferma città dell’accoglienza», ha conclude il viceprefetto Braga. (cr.or.)
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