I 70 anni dell’Ance visti da Odorisio

Il regista di Sciopèn nella sua città per raccontare la storia dei costruttori teatini
CHIETI. «Di documentari ne ho fatti diversi a inizio carriera, poi con i lungometraggi ho abbandonato il genere. La sola eccezione è stata per un documentario abruzzese sui 50 anni di Confindustria e questo per i 70 anni di Ance Chieti». Il regista teatino Luciano Odorisio, Leone d’Oro per la migliore opera prima a Venezia con “Sciopen”, girato a Chieti, torna a girare un film in città, ma stavolta è un documentario per i 70 anni dell’associazione dei costruttori presieduta da Angelo De Cesare. E siccome il settantennio segna un traguardo importante, si è deciso di mettere in campo iniziative di spessore, come quella affidata ad Odorisio, che ieri ha trasformato palazzo dei Veneziani, sede degli industriali teatini, in un set cinematografico. Ospiti del documentario proprio la famiglia De Cesare, ma senza il presidente Ance in primo piano. Telecamere puntate invece su due esponenti della terza e della quinta generazione della storica famiglia, il 23enne Paolo De Cesare (che è anche vicepresidente della Camera di commercio) e il nonno Ulrico De Cesare, 86 anni a febbraio portati in maniera invidiabile. Insieme a loro anche Alberto de Vizio, segretario generale di Federcostruzioni. Il taglio che Odorisio ha scelto per il documentario è quello di seguire come la vecchia generazione lascia il testimone alle nuove leve. Ecco perché grande risalto ha avuto Ulrico De Cesare che, per sua stessa ammissione, non ama apparire, ma che, quando parla, dispensa come nulla fosse grandi lezioni di vita. (a.i.)

