I Bellia in Marocco, lavori per 10 milioni

La società dell’ex presidente del Chieti e del fratello realizzerà impianti per produrre energia attraverso i rifiuti
CHIETI. Addio Chieti Calcio, benvenuto Marocco. L’ex presidente neroverde Walter Bellia firma questa mattina un accordo di partenariato per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti da 10 milioni di euro che verrà realizzato in Marocco. Si tratta di un impianto per il riciclo dei rifiuti a scopo energetico, produrrà infatti combustibile che andrà ad alimentare cementifici, fonderie e, in generale, tutte quelle fabbriche che lavorano con grandi forni. Il Marocco ha intenzione di dotarsi di almeno cinque impianti di questo tipo, tutti realizzati da una società italo-marocchina in cui entrerà a far parte la Teateecologica srl della famiglia Bellia, che dunque esporterà il proprio saper fare e le proprie conoscenze tecniche. La svolta marocchina dei fratelli Walter e Fabrizio Bellia nasce all’incirca un anno fa nell’ambito di incontri di cooperazione tra i due paesi. Il Marocco, nazione in crescita, ha bisogno innanzitutto di governare l’emergenza inquinamento e si servirà, per farlo, anche della tecnologia italiana e, in questo caso, tutta teatina. Il Marocco già importa dall’Italia e da altri paesi europei grossi carichi di rifiuti trattati, ora potrà ulteriormente lavorarli per ricavarne energia. Il vantaggio è duplice, sia dal punto di vista economico che a livello di lotta all’inquinamento e salvaguardia ambientale. Il primo impianto verrà realizzato ad Azrou, città che si trova nella provincia di Meknes, e servirà un bacino di circa 700 mila abitanti. L’iter per la sua realizzazione prende il via con la firma di questa mattina nella sede della Teateecologica allo Scalo. Partirà poi una serie di incontri in Marocco a livello ministeriale e con l’amministrazione comunale di Azrou per avere sia le autorizzazioni burocratiche che il sostegno economico necessario. «In un anno saremo operativi», assicura Mourad Charif, uno dei tecnici marocchini che sta seguendo il progetto. Walter Bellia guarda dunque al Marocco, anche se i suoi trascorsi da presidente del Chieti restano un nervo scoperto. «Il calcio è un capitolo chiuso», dice, «ho dato, ci ho rimesso e mi sono preso anche tanti epiteti. Altri due anni così e finivo per chiudere pure le mie aziende. L’ho fatto per amore della città. Perché ho iniziato a tifare Chieti da bambino. Ma la città non mi ha sostenuto come avrebbe dovuto. Dicono che ho lasciato debiti, ma la verità è che in otto anni non si sa quanti soldi ci ho rimesso. Abbiamo fatto il massimo e, infatti, ora puoi trovare ex calciatori del Chieti che giocano in serie B. D’altronde a questi livelli non puoi che rimetterci. Il calcio è un business solo in vetta alla serie A».

