I briganti della Majella in tour

Da Pretoro lo spettacolo di Fanciulli andrà in scena a Rionero in Vulture
PRETORO. I briganti della Majella protagonisti anche a Rionero in Vulture, in Basilicata, patria del famoso Brigante Carmine Crocco. In occasione della tre giorni dal titolo “Briganti o Migranti”, che si terrà da domani al 15 ottobre, saranno presentato il testo “Chi vive?” di Fabrizio Fanciulli e lo spettacolo teatrale “Chi vive? Il Brigante e la Contadina”, sempre di Fanciulli con la partecipazione di Serena Sablone e con la regia di Stefania Proietto.
La Majella nei suoi due versanti è stata crocevia della presenza dei briganti d’Abruzzo: questi luoghi diventano lo scenario naturale per la realizzazione di un progetto letterario, video, fotografico ed ora anche teatrale. La parte storica e letteraria curata dall’autore, mentre la parte video/fotografica è curata da Proietto. La tradizione storica e culturale di intere comunità viene raccontata con grande maestria, attraverso una lunga e minuziosa ricerca negli archivi di Stato e diocesano di Chieti, Napoli e Torino tanto da ricevere il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo e dell’Archivio di Stato di Chieti. Lo scritto, la mostra video/fotografica e la rappresentazione teatrale, mettono alla luce la figura dei briganti, così come radicata nella memoria storica attraverso leggende, canzoni e racconti quali simbolo di riscatto e di affermazione dell'identità e della dignità di un popolo, quello dei contadini in rivolta. Oltre a documentare un periodo storico e culturale ha l’intento prevalente di contribuire a valorizzare un’area naturale di grande fascino, il comprensorio della Majella.
«Nella società moderna, dove il vivere quotidiano è scandito da ritmi veloci e a volte effimeri, dove “l’appartenere” diventa globale è importante», dice l’autore Fanciulli, «salvaguardare le identità che affondano le loro radici nella storia e nella tradizione popolare. La storia locale e la tradizione popolare testimoniano, inoltre, nei suoi multiformi aspetti, la secolare cultura di una popolazione, sino a risalire alle origini della vita comunitaria attraverso un constante aggiornamento dei vari cicli di vita umana. Paesi in cui le storie di uomini, donne e bambini hanno lasciato il segno, e sono rimaste in silenzio nascoste per più di centocinquant’anni».

