I capi erano madre e figlia con complici del Vastese

VASTO. L’operazione “Fake Marriage” ha portato in carcere tre persone e due ai domiciliari. Oltre ai cinque, ci sono altri 22 indagati. In carcere sono finiti la mente dell’operazione, la dominicana...
VASTO. L’operazione “Fake Marriage” ha portato in carcere tre persone e due ai domiciliari. Oltre ai cinque, ci sono altri 22 indagati. In carcere sono finiti la mente dell’operazione, la dominicana Ramona Payano Munoz, di 56 anni, residente a Monza. Era lei che, insieme alla figlia, gestiva il giro di ragazze da reclutare nella Repubblica Domenicana. La figlia, Sorangel Munoz Ortega, detta Celina, di 30 anni, anche lei arrivata in Italia grazie a un matrimonio fittizio, è finita invece ai domiciliari. Anche la trentasettenne Daniela Di Stefano, di Guglionesi (Campobasso), ha ottenuto i domiciliari. Mentre si è aperta la porta del carcere per gli altri due italiani: il vastese Gianfranco Gianserra, di 74 anni, e il 51enne di Roccaspinalveti, Renato Luigi Trofino. Tra i 22 indagati, molti gli abruzzesi, in particolare vastesi. Si tratta di persone che hanno portato avanti i falsi matrimoni. I carabinieri hanno condotto indagini su 15 unioni fittizie. Ciò significa che le persone coinvolte sono trenta. Il fatto che il numero degli indagati sia minore, fa pensare che non tutti fossero completamente a conoscenza del reatoo che stavano portando avanti ai danni dello Stato. (a.i.)

