I carabinieri arrestati vogliono parlare

7 Ottobre 2019

Il comandante Carnevale e il maresciallo Mancino risponderanno alle domande del giudice. La difesa insiste: nessun reato

SAN SALVO. È in programma domani l'interrogatorio di garanzia del luogotenente Antonello Carnevale, comandante della stazione dei carabinieri di San Salvo, e del suo collaboratore, il maresciallo Giuseppe Mancino, entrambi arrestati venerdì. I due militari, finiti ai domiciliari, non intendono avvalersi della facoltà di non rispondere. Al contrario, vogliono spiegare e dare la loro versione sui colloqui intercettati dalla Dda dell'Aquila durante l’inchiesta. «Non hanno commesso alcun reato e lo dimostreranno», insiste l'avvocato Fiorenzo Cieri che difende il maresciallo Mancino, accusato di peculato, violazione del segreto istruttorio e detenzioni illegale di munizioni. «Altro al momento non possiamo dire perché la vicenda è delicata: il mio cliente, così come tutte le persone coinvolte in questa vicenda, sono profondamente turbate e incredule davanti alle contestazioni piovute su di loro». L’avvocato Cieri oggi raggiungerà L'Aquila per acquisire gli atti che hanno portato ai provvedimenti cautelari emessi dal gip Guendalina Buccella su richiesta del pm Roberta D’Avolio. A difendere il comandante Antonello Carnevale, invece, è l'avvocato Alessandro Orlando. Carnevale è accusato di peculato per non aver sequestrato 1.490 euro di banconote false. Per il legale, non può essere contestato questo reato quando il denaro è falso. Anche le altre 4 persone indagate (fra loro la moglie di Mancino) stanno preparando la loro difesa. Sabato sera, dopo un lungo silenzio, il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, ha diffuso una nota in cui spiega che ha evitato di intervenire a caldo per ragioni di correttezza istituzionale e deontologica. «Per rispetto nei confronti dei miei concittadini», dice Magnacca, «sento di dover ribadire la nostra fiducia nella magistratura e nell’Arma dei carabinieri, con la quale ci onoriamo di collaborare. Prima di emettere giudizi sull’onda dell’emotività e della parzialità delle informazioni, occorre conoscere tutti i fatti, convinti come siamo che le sentenze le emettono solo i giudici e che nel nostro Paese esistono tre gradi di giudizio e il principio della non colpevolezza». Poi, il sindaco ha ribadito: «Sono certa che la magistratura chiarirà i fatti nella loro verità oggettiva, mentre tutti noi anche questa volta, come anche in altri casi, dovremmo evitare i processi di piazza e reagire con fiducia nell'accertamento dei fatti e con la dignità e responsabilità che caratterizza la comunità sansalvese da sempre. Infine esprimo all’Arma dei carabinieri tutta la mia vicinanza per il lavoro svolto in questi anni a San Salvo per garantire sicurezza e legalità, anche attraverso il lavoro dei militari coinvolti in questa vicenda giudiziaria».