I carabinieri diventano grandi opere d’arte

Il colonnello Calabrò illustra il calendario 2016: quadri famosi arricchiti dalla presenza dell’Arma
CHIETI. Sapete qual è l’unicità del calendario dei carabinieri? E’ quella di scandire non solo i mesi dell’anno in corso, ma anche gli anni, dalla prima edizione del 1928 fino al 2016, che si susseguono. E chi ha la passione di collezionarne le edizioni - interrotte solo nel periodo bellico - magari esponendole in successione su un muro di casa, riesce a percepire non solo il tempo che passa ma anche il segno di quei tempi.
Il calendario del 2016 è arte pura. E’ un’eccezionale sequenza di quadri di grandi autori del passato in cui l’artista moderno, con discrezione, ha inserito i carabinieri o comunque un simbolo dell’Arma. Non è una provocazione all’arte trovarsi di fronte Giorgio De Chirico nei panni di un generale dei carabinieri dell’800. Oppure il celebre quadro di Claude Monet “I papaveri”, che già regala un senso di serenità assoluta, in cui viene aggiunta, sempre in modo sobrio, l’immagine di due carabinieri. O ancora un Touluse Lautrec, l’artista del Moulin Rouge, che subisce anch’esso una metamorfosi che ricorda i carabinieri.
Ma non è un affronto o una provocazione alla grande arte, piuttosto è un modo per dire che anche allora i carabinieri c’erano e se fossero passati per quel campo di papaveri Monet li avrebbe dipinti così come oggi appaiono sul calendario che celebra, con un milione e 200 mila copie (!), la medaglia d’oro conferita quest’anno ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte. Se l’arte esiste e soprattutto resiste nei secoli lo si deve non solo a chi sa restaurarla ma anche ai carabinieri che vigilano su un patrimonio inestimabile.
Il calendario è stato presentato ieri a Chieti dal colonnello Luciano Calabrò, comandante provinciale dei carabinieri, coadiuvato dal maggiore Erminio Sacco che comanda il Reparto operativo.(l.c.)

