I carabinieri nella letteratura, ecco il libro

23 Dicembre 2021

Presentato al palazzo del governo “Sfogliando una fiamma”, il volume del maresciallo Limone

CHIETI. Una ricostruzione dedicata alle comparizioni dei carabinieri nella letteratura dall’Ottocento a oggi, una descrizione dei protagonisti nati dalla fantasia dello scrittore e, in chiusura, uno spazio per gli eroi in uniforme che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia d’Italia. “Sfogliando una fiamma-Storia letteraria dei Carabinieri” è il nuovo libro del maresciallo Emilio Limone. La presentazione c’è stata ieri mattina, nel salone di rappresentanza del palazzo del governo di Chieti, davanti al prefetto Armando Forgione, ai generali Paolo Aceto e Stefano Paolucci, rispettivamente comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise e del Centro nazionale amministrativo, e al colonnello Alceo Greco, comandante provinciale. L’incontro è stato moderato dal direttore di Rete8 Carmine Perantuono, mentre l’attrice Franca Minnucci ha letto alcune pagine del libro.
«L’Arma dei Carabinieri, un’istituzione con più di duecento anni di storia, ha sempre avuto un ruolo importante, in ogni piccolo o grande evento della storia italiana, dalle vicende preunitarie ai fatti quotidiani dei nostri giorni, passando per battaglie e celebrazioni, re e presidenti, tragedie e conquiste», si legge sul libro. «Una delle prime note apparizioni dell’Arma nella letteratura giunge dalla penna di Giovanni Verga, l’indiscutibile ribalta arriva invece con Carlo Collodi con i militi austeri che arrestano Pinocchio. I custodi del re e della legge omaggiati da Costantino Nigra, il capitano Bellodi de Il giorno della civetta, i marescialli protagonisti dei romanzi di Mario Soldati, Magdalen Nabb ed Andrea Vitali; i personaggi descritti nelle storie di Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli e Roberto Riccardi, i carabinieri realmente vissuti cui sono stati dedicati libri e racconti».
Commenta l’autore: «L’Arma dei Carabinieri ha una peculiarità: la vicinanza al cittadino, anche grazie alla capillarità sul territorio. Non mi è risultato difficile pensare che uno scrittore, nel corso dei decenni, volendo descrivere l’Italia nelle fasi di transizione, abbia scelto i personaggi in uniforme per raccontare storie vere e storie inventate che incarnano i valori della nostra società». (g.let.)
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