I carabinieri ritrovano l’albero di Libera

I vandali scatenati alla villa comunale: la pianta-simbolo della lotta alla mafia era stata sradicata
CHIETI. È stato recuperato dai carabinieri nelle vicinanze della villa comunale l’albero piantato da Libera, sradicato da ignoti vandali che, in questi giorni, si sono resi protagonisti di una deplorevole serie di gesti di inciviltà nel centro di Chieti. Scritte sui muri e panchine danneggiate hanno fatto il paio con lo sfregio alla pianta messa simbolicamente a dimora dall’associazione che lotta contro le mafie. «Un atto di inciviltà che ci scuote profondamente» e «vile atto che colpisce tutti i cittadini che credono in una inversione di tendenza e che si impegnano per il bene comune» lo aveva definito Gilda Pescara, referente del presidio teatino dell’associazione Libera, che lo scorso 4 dicembre aveva promosso la piantumazione dell’albero in memoria di Attilio Romanò, 29enne vittima della camorra a cui è intitolato il presidio cittadino di Libera. «È stata una giornata difficile, l’atto vandalico verso l’albero di Attilio ci ha scosso profondamente», ha poi commentato Pescara, «siamo felici che sia stato ritrovato, anche se resta l’amarezza di un gesto orribile. Ringraziamo le forze dell’ordine e in particolare l’Arma dei carabinieri prontamente intervenuti, e per la collaborazione l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto. Continueremo a impegnarci in questa città con la stessa tensione di Attilio e della sua famiglia: la migliore risposta a ogni violenza resta sempre l’amore, l’albero di Attilio tornerà a fiorire».
«Siamo basiti davanti alla carenza di coscienza civica», hanno detto il sindaco Diego Ferrara, Zappalorto e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, «la città non merita questo e noi ci attiveremo con le forze dell’ordine non solo per denunciare l’accaduto, ma anche per fare prevenzione, affinché finiscano le sottrazioni da un luogo di aggregazione e socializzazione che è di tutta la città. Nelle prossime ore Formula Ambiente riporterà le panchine e i muri imbrattati alla piena pulizia, perché non resti traccia di un’azione di danneggiamento che avrà ripercussioni sui responsabili, qualora sarà possibile identificarli. Non è il primo furto, non ci è possibile avere un controllo fisico 24 ore su 24, ma saremo durissimi, perché queste azioni non possono essere ricondotte alla dimensione di semplici “bravate”: sono offese a Chieti e ai suoi cittadini».(a.rap.)
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