I caselli ferroviari verso il recupero

4 Aprile 2024

Atessa. Un progetto della giunta punta a creare spazi aggregativi nelle due strutture

ATESSA. L’amministrazione comunale di Atessa intende recuperare e valorizzare gli ex caselli ferroviari Sangritana a Piana la Fara e a San Luca, entrambi in condizioni di ruderi. Il progetto si pone l’obiettivo di realizzare spazi aggregativi, inclusivi e culturale rivolti, tuttavia, a diversi target di fruitori in stretta sinergia con l’attuale pista ciclopedonale realizzata sull’ex tracciato ferroviario. Per preservare la memoria storica dei luoghi e delle strutture come elementi identitari del luogo, saranno previsti interventi di recupero strutturale degli immobili al fine di evitare la loro demolizione e ricostruzione. Per dar corso a questa intenzione, la giunta comunale, guidata dal sindaco Giulio Borrelli, ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione dell’intervento denominato “Castore e Polluce". Entrambi gli immobili sono stati trasferiti a dicembre del 2013 dall’Agenzia del Demanio alla Regione Abruzzo e, a dicembre scorso, l’amministrazione comunale ha richiesto alla Regione la cessione a titolo gratuito o comodato d’uso quarantennale gli ex caselli ferroviari al fine della loro valorizzazione con attività di tipo sociali. Il costo complessivo stimato del progetto è di 1.300.000 euro di cui 993.950 per lavori.
Nei primi anni 2000, parte del tracciato ex Sangritana venne recuperato dall’amministrazione comunale operando una riconversione in pista ciclopedonale. Ad oggi, sono stati recuperati due tratti: il primo ricompreso fra Soringello a via Salinello, e un secondo, che parte dall’ex casello ferroviario di San Luca e giunge fino a Piana la Fara. È in fase di ultimazione il progetto per poter connettere i due tratti di pista ciclopedonale in modo da unire il centro di Atessa con la zona valliva attraverso un’importante infrastruttura per la mobilità lenta e sostenibile. In tale contesto, il progetto per il recupero degli ex caselli ferroviari offre un’opportunità unica: i due edifici, infatti, si trovano uno all’inizio della pista ciclopedonale (San Luca) e l’altro nella parte finale (Piazzano) in corrispondenza del Polo per l’infanzia (in fase di realizzazione). Stante le diverse dimensioni degli immobili e l’obiettivo di non creare due strutture che erogassero i medesimi servizi, è stata ipotizzata una netta divisione di funzione fra le due: San Luca indirizzato al mondo giovanile e quello di Piazzano alla terza età.
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