I cento anni di nonna Bambina

Pretoro in festa, con tanto di banda, per simbolo del paese
PRETORO. Dopo la guerra vendeva cemento per la ricostruzione del paesello, uno dei lavori che s'era inventato nella fiduciosa attesa del ritorno di suo marito Francesco Saverio, catturato dai tedeschi e poi riuscito a fuggire. Ma anche commerciante di uova e altri generi alimentari, poi organizzatrice di gite alla scoperta di santuari. Un secolo di vita con tante vite diverse dentro, quella di Bambina Marinelli, "Za' Bambina" per i tanti amici e conoscenti del borghetto abbarbicato alle pendici della Maielletta .Ieri il compleanno, a cento anni esatti dalla nascita avvenuta il 22 ottobre 1914, prima ancora dell'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale. La signora è stata festeggiata in casa, piena come mai di compaesani e con la banda di Pretoro. Auguri speciali anche dal sindaco Sabrina Simone e dal parroco don Giuseppe Schieda, con complimenti per le nipoti Graziella e Franca. Nel dopoguerra e fino alla pensione Za' Bambina ha sempre lavorato. «Il lavoro di postina che svolgeva era particolare», racconta Mariangela Marcantonio, che ha contribuito a organizzare la particolare giornata. «Lei lo chiamava "la procace" ovvero trasportava i sacchi della posta da piazza Madonna della Libera, zona di raccolta, fino all'ufficio postale quando i mezzi di trasporto non c'erano». E poi a scuola, come bidella e aiuto cuoca. Che donna!(f.b.)

