I cinghiali distruggono i vigneti

Appello dal Consorzio di bonifica: danni milionari, serve un’azione straordinaria
VASTO. Vigneti devastati a Casalbordino, campi di grano scomparsi a Punta Penna: i cinghiali continuano a danneggiare gli agricoltori. Per Cia e Coldiretti, sono in pericolo anche la sicurezza delle persone oltre che gli affari degli imprenditori in una provincia a forte vocazione agricola. D’accordo anche il commissario del Consorzio di bonifica sud di Vasto, Franco Amicone: «Da qualche tempo», dice, «si registrano nelle campagne danni di centinaia di migliaia di euro. Condivido il pensiero dell’avvocato Angela Pennetta e delle associazioni di categoria degli agricoltori. È necessario trovare una soluzione per una problematica diventata straordinaria. La situazione è insostenibile: non può essere risolta solo con indennizzi. A causa della fauna selvatica, gli operatori agricoli vedono vanificati mesi di lavoro», dice il commissario dell'ente di bonifica. Da qualche anno, i danni da fauna selvatica sono sottoposti alle procedure previste dal regolamento comunitario sugli aiuti di stato e, di conseguenza, i rimborsi sono anche condizionati al raggiungimento di una soglia minima di 15mila euro. Un dato che si commenta da solo. Lo scorso autunno Coldiretti provinciale aveva lanciato un’idea alle istituzioni: «La nostra proposta si articola in tre parti fondamentali: la salvaguardia dell’incolumità pubblica, la tutela del reddito delle imprese e la diminuzione della spesa pubblica in tema di costi sociali e di specifici indennizzi. Ma non è solo una questione di risarcimenti: è un problema di sicurezza delle persone e della vita rurale che va risolto con un azione coordinata e decisiva». Il suggerimento è ancora valido. Il problema dell'invasione dei cinghiali riguarda la collettività ed è necessario che vengano coinvolte con azioni concrete e urgenti tutte le autorità preposte alla gestione e al controllo del territorio. (p.c.)

