I clienti: così ci proponevano di fare sesso

7 Aprile 2019

Quarantenni e anziani fermati dalla polizia all’uscita dei locali: «Da 50 a 70 euro per prestazioni extra». Ma c’è chi nega per vergogna

CHIETI. C’è chi, prima di ammettere tutto, ha provato a giustificarsi: «Sono separato da 17 anni e non ho legami con alcuna donna». E c’è chi, senza imbarazzo, ha confermato quelli che erano più di semplici sospetti: «Ho pagato per una prestazione sessuale». Spuntano anche le confessioni dei clienti nell’inchiesta sui 5 centri massaggi a luci rosse scoperti dai poliziotti della squadra mobile tra Chieti scalo, Sambuceto e Francavilla: 7 cinesi, di età compresa tra 30 e 54 anni, sono indagati per reati che vanno dallo sfruttamento al favoreggiamento della prostituzione. Convocati negli uffici della questura, i clienti non hanno potuto far altro che vuotare il sacco. E coloro che hanno negato - uomini di mezz’età con moglie e figli - non convincono affatto gli investigatori: forse l’hanno fatto per vergogna.
LA PRIMA CONFERMA. È arrivata da una testimonianza l’ennesima dimostrazione che, all’interno di un centro massaggi di Chieti scalo, venivano offerte prestazioni sessuali. Un 50enne ha confidato agli investigatori: «Mi sono recato lì tre volte: in una di queste, il massaggio olistico a cui mi sono sottoposto è culminato con la masturbazione». Gli inquirenti hanno accertato che il locale è gestito dalla sola titolare, una cinese di 43 anni, ed è aperto dalle 10 alle 23.30. La stessa titolare utilizza numeri di telefono a lei intestati e foto che la ritraggono in pose provocatorie per farsi pubblicità su internet.
L’ALTRA CONFESSIONE. Testimoni diretti parlano di prestazioni sessuali consumate anche in un centro di Sambuceto. Un cliente di 67 anni, di Chieti, ammette: «Sono separato dal 2000. Più o meno un anno fa ho sentito parlare di questo locale e, spinto dalla curiosità, ho deciso di provarlo. Già in quella circostanza mi sono fatto fare un massaggio dopo che ero stato invitato a spogliarmi e a indossare un paio di mutande monouso. La ragazza cinese che era nella saletta mi ha chiesto se volevo qualcosa di più, facendomi capire che si trattava di masturbazione. Io ho accettato l’approccio, pagando la somma richiesta, se non ricordo male 50 euro. Ho consegnato i soldi a una seconda donna, che sembrava più giovane della prima ed era restata fuori dalla stanza: non mi sono state date ricevute».
IL BIS. La seconda volta, ovvero quando il 67enne è stato fermato dalla polizia, dentro al centro massaggi c’erano sempre due donne: «Ma non sono sicuro che fossero le stesse della volta precedente. Anche in questa occasione il massaggio è sfociato in una masturbazione, dopo una richiesta della donna, dietro il pagamento di 70 euro, comprensivi anche di doccia. Da quel momento in poi, non ho più frequentato centri simili».
RACCONTI RETICENTI. Un cliente di 47 anni, sposato e con figli, è stato bloccato dai poliziotti all’uscita di uno dei tre locali di Sambuceto finiti nel mirino della procura. Ascoltato in questura, è apparso impacciato: «Sono rimasto nel centro massaggi circa 45 minuti. Sono entrato per mera curiosità perché avevo un problema alla spalla. Mi ha ricevuto una donna vestita con abiti succinti, invitandomi ad allungarmi in una stanza, illuminata con luci soffuse, dove c’erano un letto e una vasca idromassaggio. La donna mi ha chiesto cifre elevate, a partire da 60 euro per un’ora di trattamento: non ricevendo risposte esaustive, sono uscito dal centro senza pagare nulla». Sembra ancora più inverosimile il racconto di un cliente del locale di Francavilla: «Ho pagato subito 50 euro, ma non ho usufruito di nulla perché la donna che doveva massaggiarmi mi ha proposto altre prestazioni, non meglio specificate, in cambio di altri 20 euro. Questo mi ha infastidito e ho rifiutato anche il massaggio per il quale avevo già pagato». Ma quell’uomo è rimasto per oltre un'ora nel centro a luci rosse.
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