I commercianti: sbagliato spegnere la città

Polemica ad Atessa, i negozianti bocciano la proposta di devolvere i fondi per le luminarie alle famiglie
ATESSA. Bocciata anche dai commercianti atessani la proposta, fatta all’amministrazione comunale guidata da Giulio Borrelli dai consiglieri comunale di LiberAtessa (Sara Cappellone, Nicola Cicchitti e Enzo Pellegrini), di devolvere le risorse previste per le luminarie natalizie alle famiglie bisognose della città egli esercizi commerciali che hanno subito limitazioni negli orari e giorni di chiusura. «Come associazione di commercianti atessani», afferma Anna Rita D’Aurizio, presidente di KommerciAte in una lettera inviata al sindaco, «siamo a favore delle luminarie perché oltre a contribuire alla creazione di un clima natalizio, invogliano le persone a uscire e spendere nel nostro territorio».
L’amministrazione comunale replica con una nota: «Il Natale è un momento di festa, di gioia, di unione e di rigenerazione dello spirito ed è la tradizione più cara non solo agli italiani. Non pensiamo sia la scelta giusta non illuminare la città nel periodo natalizio. Quelle luci, che sono un segno anche di speranza nel futuro, potranno certamente portare un piccolo contributo all’economia cittadina, tenuto conto che sono preannunciate minori restrizioni per le attività commerciali in occasione delle feste. Sono gli stessi commercianti, del resto, a sollecitarci le luminarie per creare, in questo momento particolare, un'atmosfera adeguata, che risollevi il morale e invogli a guardare con speranza l’avvenire. La nostra amministrazione comunale», continua la nota, «è da sempre molto attenta alle persone che fanno fatica a vivere, e lo è ancor di più in questo periodo di pandemia. Da quando amministriamo la città, abbiamo aumentato del 40% la spesa sociale: a questo risultato contribuisce anche una parte cospicua dell’indennità del sindaco, devoluta a questo settore; è stato raddoppiato il supporto per gli indigenti e sono stati aumentati, eliminando ogni lista d'attesa, tutti i servizi e le prestazioni assistenziali».
Alle somme previste dal bilancio comunale si sono aggiunti, in seguito alla pandemia, circa 155 mila euro erogati dallo Stato per la “solidarietà alimentare”: la metà di questa cifra è stata spesa in primavera; l’altra metà sarà impiegata nei prossimi giorni. «Le famiglie in difficoltà hanno, altresì, beneficiato di donazioni private da parte di singoli cittadini e delle associazioni di volontariato presenti nella città. Stiamo invitando, tutti quelli che possono», conclude la nota dell’amministrazione, «a rinnovare questi gesti di solidarietà».

