I commercianti sfidano la crisi:«Pronti a protestare in piazza»

5 Ottobre 2022

Ottanta esercenti aderiscono al nuovo comitato cittadino che ora punta a coinvolgere i Comuni vicini E la settimana prossima organizzeranno una manifestazione: «Le nostre attività stanno morendo»

ORTONA. I commercianti ortonesi fanno quadrato contro la crisi economica e l’aumento delle bollette. Sono queste le due priorità della nuova associazione cittadina chiamata “Il commercio”. Due giorni fa, alla presenza di circa 50 esercenti, si è svolta la seconda riunione del nuovo sodalizio, che si è dato un nome e ora conta ben ottanta iscritti, praticamente raddoppiati in un giorno. La nuova realtà si sta allargando a grandi passi e punta a coinvolgere anche le partite Iva dei Comuni limitrofi. E ora i commercianti vogliono far sentire la loro voce: «Stiamo organizzando una manifestazione per la prossima settimana», spiega Franco Musa, ristoratore ortonese tra i promotori di questa nuova realtà, «vogliamo far sentire la nostra voce contro questa situazione di crisi, come sta accadendo in tante altre parti d’Italia dove i commercianti scendono in piazza chiedendo aiuto contro il caro bollette. Sappiamo che la nostra protesta potrebbe non produrre effetti immediati, ma vogliamo comunque farci sentire. Le nostre attività stanno morendo, ma non vogliamo chiudere i battenti senza prima averle provate tutte».
Provando a gettare lo sguardo oltre la crisi, l’obiettivo della nuova associazione è creare un dialogo con il Comune: «Vogliamo essere un punto di riferimento per la giunta», chiarisce Musa, «e agevolare il loro lavoro. Stiamo cercando di raccogliere più adesioni possibili per facilitare anche la programmazione di eventi e iniziative in città». Presto la nuova associazione si confronterà con il sindaco Leo Castiglione, facendo il punto sui problemi principali del settore. Ma il tema centrale resta il caro bollette: «La situazione per noi è molto difficile», ammette Musa, «bisogna cercare delle soluzioni perché, se non ci dovesse essere una svolta, molti di noi rischiano di non alzare più le saracinesche dei negozi. Gli importi delle bollette sono aumentati di almeno quattro-cinque volte e sono diventati insostenibili».
Non è la prima volta che i commercianti si compattano in nuove associazioni per risollevare le sorti delle loro attività. È accaduto anche durante la prima fase della pandemia di Covid, durante la quale è stata organizzata una manifestazione su corso Vittorio Emanuele.
Era il 4 maggio 2020 quando i commercianti consegnarono simbolicamente le chiavi dei loro negozi al sindaco Castiglione per esprimere preoccupazione e rabbia a seguito del lungo lockdown. Un’emergenza sanitaria che resta sullo sfondo e ora ha lasciato spazio a quella energetica.
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