I commercianti: si soffre senza eventi la città resta vuota

LANCIANO. È la prima volta, in 187 anni, che i commercianti si trovano a vivere una città senza Feste dedicate alla Madonna del Ponte. Una situazione straordinaria tanto quanto lo è quella della...
LANCIANO. È la prima volta, in 187 anni, che i commercianti si trovano a vivere una città senza Feste dedicate alla Madonna del Ponte. Una situazione straordinaria tanto quanto lo è quella della pandemia da Covid-19. «È un periodo particolare», considera Viviana Natale, direttore di Confesercenti Lanciano, «addolora assistere all'annullamento o riduzione dei festeggiamenti, ma ce lo aspettavamo e sappiamo che non si poteva fare altrimenti. Certo, c'è malessere perchè si trattava di un periodo in cui si creava un certo movimento, ma questa scelta non rappresenta un tracollo per il commercio. Molti, come ad esempio gli ambulanti, sono stati concordi nell'annullare la Fiera di Sant'Egidio perché si sono resi conto che sarebbe stato impossibile garantire il distanziamento. Altri commercianti subivano comunque la drastica riduzione dei parcheggi, la presenza di tendoni espositivi e auto davanti le vetrine sul Corso. Il Dono avrebbe rappresentato una bella occasione per l'arrivo dei cittadini delle contrade, ma il fatto di essere stati coinvolti nelle scelte ha aiutato a comprendere che non si poteva evitare di ridurre al minimo le manifestazioni». «Da bambina venivo a Lanciano per le Feste e ho toccato con mano quanto i lancianesi tengano a questa tradizione», interviene Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio, «e per il commercio si sarebbe trattato sicuramente di recuperare un danno economico ingente, conseguente ai tanti giorni di lockdown, con attività che registrano ancora il 50% in meno di fatturato. Ma non mi sento di criticare questa scelta. Riesco a comprendere che si sia voluto anteporre la salute pubblica agli aspetti ludici e di tradizione e che organizzare manifestazioni con grande affluenza di pubblico è un'enorme responsabilità, soprattutto con la recente risalita dei contagi". Critico è invece Giuseppe D'Autilio, esponente di Insieme una forza, comitato che raggruppa circa 180 partite iva cittadine. «Assistiamo a una delle poche amministrazioni in Abruzzo che ha completamente abdicato gli ultimi sei mesi di governo cittadino», rimarca, «ci troviamo davanti a una città chiusa. Si sarebbe potuto lasciare in qualche modo almeno il ricordo della tradizione che non si è fermata nemmeno durante la guerra o il terremoto». (d.d.l.)

