I dati del Tribunale ecclesiastico: «Le coppie sempre più in crisi»

2 Febbraio 2024

Fragilità psicologica e immaturità affettiva fanno crescere le separazioni dopo il matrimonio religioso Oltre alla maggiore richiesta di scioglimento preoccupa il fatto che continuano a diminuire le nozze

CHIETI. Matrimonio sempre più in crisi. Minato dalla fragilità psicologia della coppia moderna, dalla scarsa propensione ad assumere responsabilità e da immaturità psico-affettiva. È la fotografia scattata dal Tribunale ecclesiastico interdiocesano abruzzese e molisano e di Appello, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario di ieri pomeriggio. Il tribunale – che ha giurisdizione sul territorio di Molise e Abruzzo, ad esclusione del Pescarese per cui però fa da Appello – ha stilato un bilancio dell’attività svolta nel 2023 rilevando anzitutto un aumento delle richieste di separazione: le cause iscritte a ruolo sono state 95 nel 2023 rispetto alle 82 del 2022, con un incremento, dunque, di 13 procedimenti.
«Se alla maggiore richiesta di scioglimento, aggiungiamo il fatto che ci sono in generale sempre meno nozze», dice il responsabile del Tribunale, il vicario giudiziale don Antonio De Grandis, «si capisce che siamo di fronte a una crisi del matrimonio». Don Antonio, che è anche un insegnante dell’istituto De Cecco di Pescara, rileva una sempre maggiore «fragilità nelle giovani generazioni, che probabilmente nasce all’interno della famiglia d’origine. Le ragioni per le separazioni sono varie, ma tra i comun denominatori ci sono una grande immaturità umana e, appunto, una profonda fragilità. Non è possibile che chi si accosta al matrimonio non sia pronto ad accollarsene le responsabilità, dai figli al fatto che debba durare per tutta la vita».
Di qui il richiamo alla necessità di «porre una maggiore attenzione al percorso di preparazione dei fidanzati». L’inaugurazione dell’anno giudiziario è stato preceduto da una messa officiata nella cappella del Seminario regionale dall’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. La cerimonia è iniziata a seguire con i saluti di monsignor Forte e del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila; poi ci sono state la relazione del vicario e la prolusione di monsignor Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, segretario del Pontificio consiglio per i testi legislativi. Venendo ai dati, le cause pendenti all’inizio del 2023 erano 110, quelle iscritte a ruolo nel 2023 sono state 92; ci sono stati anche due processi brevi introdotti e una causa in appello: per un totale di 205 procedimenti. Il totale di cause definite ammonta a 90, di cui 84 sentenze e sei archiviazioni. Per quanto riguarda i capi di nullità delle sentenze, si va dall’esclusione della indissolubilità (38 casi), all’esclusione della prole (6), al grave difetto di discrezione di giudizio (41), all’incapacità ad assumere gli oneri matrimoniali essenziali (4).
Quanto ai motivi di separazione, don Antonio ha parlato di «un’inversione di tendenza rispetto al trend degli anni passati: infatti le simulazioni del consenso matrimoniale, pari a 46, hanno superato, seppur di poco, le problematiche psichiche che si attestano su 44 unità». Per simulazioni di consenso matrimoniale si intende i casi in cui gli sposi dicono di volere il matrimonio, ma in realtà non lo vogliono davvero: lo fanno sia per ignoranza di cosa vuol dire essere sposati sia per fragilità. Ad esempio, dire di volersi sposare e poi non volere figli è una causa di nullità che rientra in questa fattispecie.
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