I debiti compensati con un clic

6 Gennaio 2019

Sospetti su 69 transazioni: azzerate pendenze milionarie versando pochi centesimi

CHIETI. Sono 69 le operazioni finanziarie illecite scoperte tra Chieti, Pescara e Napoli. Con un clic e «pochi centesimi», secondo l’accusa, l’associazione a delinquere ha fatto sparire quasi 63 milioni di tasse mai pagate. I componenti della gang del fisco compensavano le imposte evase con crediti inventati e pagavano la differenza con «pochi centesimi». Un trucco che aveva l’obiettivo di far risultare l’avvenuto pagamento nei computer dell’Agenzia delle Entrate e aggirare i controlli. Il sospetto di squadra mobile, finanza e procura è che il giro di clienti dei consulenti napoletani Renato De Luca e Michelangelo Maffei, finiti in carcere con il teatino Maurizio Di Biase, considerato un procacciatore di imprenditori indebitati con il fisco, sia «impressionante» e non limitato soltanto alla corte degli altri 28 indagati, tra cui ristoratori, come il pescarese Adamo Di Natale (ex titolare del bar Berardo, ora passato a una società estranea all’indagine), commercianti e professionisti in cerca di una scorciatoia per chiudere i conti aperti con l’Agenzia delle Entrate. In base all’accusa, è stata sgominata un’«impresa criminale» che, come un’attività commerciale, vendeva un prodotto sul mercato: l’«offerta evasione». Servizi «in grado di ripulire le posizioni fiscali debitorie dei clienti per importi di assoluto rilievo e, presumibilmente», dice il gip, «suscettibili di ulteriori incrementi attraverso la ricerca mirata e documentale di tutti i destinatari dei “servizi illeciti”». C’è chi, a fronte di «crediti inesistenti, mai dichiarati né documentati» e risalenti anche a più di 10 anni fa, ha azzerato debiti da oltre un milione di euro. (g.let.)