«I depuratori non funzionano? Colpa della politica dissennata»

LANCIANO. «Se i nostri corsi d’acqua sono stati ridotti a fogne e i depuratori per oltre il 50% non funziona bene (o per nulla) lo dobbiamo a una politica dissennata di gestione della cosa pubblica...
LANCIANO. «Se i nostri corsi d’acqua sono stati ridotti a fogne e i depuratori per oltre il 50% non funziona bene (o per nulla) lo dobbiamo a una politica dissennata di gestione della cosa pubblica che ha massacrato anche le opportunità di lavoro, visto che non sono stati fatti investimenti in cantieri per depuratori e reti per centinaia di milioni di euro». Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua già circa un mese fa aveva avvertito della gravissima situazione dal punto di vista delle acque balneabili. Rispetto alla classificazione dello scorso anno si è notato infatti un ulteriore peggioramento, con la classe peggiore (qualità scarsa) che passa dal 13,8% del 2013, al 19% del 2014 e al 22% del 2015.
Il Forum Acqua chiede di accertare le responsabilità degli amministratori delle società di gestione che si sono succeduti negli anni della gestione fallimentare delle società di gestione del servizio idrico integrato, di promuovere una partecipazione ampia della società abruzzese nella definizione degli strumenti di gestione come i Piani d’ambito (dove si decidono gli investimenti) e il Piano di tutela delle acque (dove si determinano le regole) e concentrare le poche risorse disponibili nelle infrastrutture alle attività di bonifica e disinquinamento del territorio.
«È ora di dire basta a questo tipo di gestione», commenta a sua volta il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, «la politica deve dare dei segnali forti affinché ci sia un cambio di rotta. Non abbiamo votato il referendum sull’acqua per questa gestione pubblica. Va anche previsto un sistema tariffario adeguato e trasparente che preveda agevolazioni per fasce in difficoltà, garantendo loro anche la dotazione minima gratuita giornaliera di acqua definita dalle autorità locali. Chiediamo controlli e interventi seri sulla depurazione», conclude Di Marco, «che ha un ruolo fondamentale nella protezione ambientale perché consente l’immissione nell’ambiente dei reflui prodotti solo dopo la stabilizzazione. È una misura di salvaguardia per fiumi e mari, per la conservazione della biodiversità, per la tutela della salute pubblica e per la qualità dei nostri territori che fanno turismo». (d.d.l.)

