I derubati sfilano in caserma per riconoscere la refurtiva

3 Febbraio 2018

CHIETI. Derubati in processione nella caserma di Chieti Scalo, in via Ricciardi, per riconoscere gli oggetti che i carabinieri hanno trovato nella casa in via Curtatone di tre romeni arrestati. Una...

CHIETI. Derubati in processione nella caserma di Chieti Scalo, in via Ricciardi, per riconoscere gli oggetti che i carabinieri hanno trovato nella casa in via Curtatone di tre romeni arrestati. Una stanza della caserma è stata invasa dagli oggetti per un valore di circa 100mila euro. Compresi le centinaia di munizioni da guerra, un lanciarazzi e anche 75 proiettili per le pistole Beretta delle forze dell’ordine.
Ieri, i tre arrestati – Hristu Mihaita, 36 anni, Adrian Gherasim (32), entrambi già sottoposti agli arresti domiciliari e difesi dall’avvocato TullioZampacorta, e Gheorghe Negoita (34) – sono stati interrogati: hanno detto che di quelle armi loro non ne sanno proprio niente perché, in quella rimessa agricola nella quale sono state scoperte, avrebbe potuto entrarci chiunque visto che non c’è neanche la porta. Stessa giustificazione per gli oggetti ritrovati nella soffitta: al momento del controllo dei carabinieri, hanno detto i romeni, la porta era aperta. Ma tanti oggetti sono stati trovati anche nella casa dei romeni e su questo non sono state fornite spiegazioni credibili. Tanto che il gip Isabella Maria Allieri ha convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare nel carcere di Madonna del Freddo.
È lungo l’elenco degli oggetti ritrovati e che, adesso, i carabinieri vogliono restituire ai legittimi proprietari: latte da 30 litri d’olio, un’affettatrice, una macchina per il caffè, monete antiche da collezione, assegni bancari, pellicce, spade e coltelli a serramanico, trapani, maschere da saldatori. E ancora scarpe da trekking, un robot per fare il gelato, un machete e un’ascia, cellulari, tronchesi, quadri elettrici e bobine, un telepass, un orologio. Tra la merce rubata c’è anche un corredo matrimoniale con le lenzuola ricamate a mano: i ladri sono stati incastrati proprio da quel merletto sulle federe. Una donna aveva denunciato un furto risalente al 7 gennaio e quando il carabiniere che aveva preso la denuncia si è trovato in casa dei romeni per un controllo sulla permanenza ai domiciliari ha riconosciuto le lenzuola: ha fatto una foto di nascosto con il cellulare, l’ha mostrata alla donna ed è scattata la perquisizione. (p.l.)