I dipendenti comunali tornano a chiedere più soldi in busta paga

1 Dicembre 2018

I sindacati premono per un incontro urgente con la giunta Micomonaco: siamo in 260 ma lavoriamo come fossimo 400

CHIETI. Da dove usciranno i soldi anche per loro al momento è difficile dirlo, ma è chiaro che loro tornano a richiederli, perché il nuovo contratto di lavoro li prevede. Si tratta dei dipendenti del Comune di Chieti che attraverso i rappresentanti sindacali tornano a chiedere al sindaco Umberto Di Primio più soldi in busta paga. Perché, sottolinea il coordinatore della rsu Claudio Micomonaco, «siamo pochi e siamo costretti a lavorare per due». I numeri parlano infatti di circa 260 dipendenti a fronte di una pianta organica che ne prevede 400. E inoltre il nuovo contratto di lavoro, rinnovato a marzo scorso dopo nove anni, prevede un fondo per il salario accessorio destinato a premiare chi lavora meglio.
«I soldi in più andranno solo a chi li merita», specifica il coordinatore della rappresentanza sindacale unitaria Micomonaco, «e questo non lo decidiamo noi ma il nucleo di valutazione a seconda degli obiettivi raggiunti».
Ma il sindaco, alle prese con i problemi di tenuta economica del Comune e politica della sua maggioranza, ha sinora ignorato le loro richieste. Lunedì scorso la rsu ha così inviato una lettera al Comune chiedendo «l’apertura di un tavolo di contrattazione decentrata» da convocare «in maniera immediata».
Il fondo per il salario accessorio dovrebbe contenere almeno 250mila euro, al posto dei 50mila che solitamente il Comune stanzia per i premi ai dipendenti. Ma in questa situazione di estrema difficoltà dell’ente, anche le richieste dei dipendenti restano sospese nel vuoto. È per questo che i sindacati sono tornati a pressare l’amministrazione con una lettera ufficiale. «La rsu chiede con forza il diritto a contrattare le risorse decentrate e non solo a doverne ratificare passivamente l’utilizzo deciso dall’amministrazione come accade ogni anno» aggiungono le rappresentanze sindacali. «Ad oggi non si ha alcuna notizia utile a scongiurare per l’ennesima volta una contrattazione anomala, visti anche i tempi ristretti, con l’avvicinarsi della scadenza annuale».
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