I dipendenti del Cotir non fermano lo sciopero

12 Dicembre 2015

L’assessore Pepe garantisce l’arrivo di 14 mensilità arretrate entro fine anno ma non basta a rassicurare i 27 lavoratori: seconda notte in sede e lumini accesi

VASTO. La protesta dei lavoratori del Cotir continua. I 27 dipendenti hanno dormito anche la notte appena trascorsa nella sede del centro ricerche di contrada Zimarino accendendo un lumino alla finestra. Due di loro portano avanti lo sciopero della fame. La visita dell’assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, accompagnato dai tre commissari liquidatori, e le promesse di un imminente pagamento non sono bastate a far sospendere l’occupazione. Pepe ha garantito che entro fine anno i lavoratori riceveranno 14 mensilità: dodici del 2014 e due del 2015. «Ho qui la determina di 660mila euro per i pagamenti», prova a rassicurarli Pepe. L’ufficio ragioneria della Regione, però, non ha ancora erogato la somma.

E questa volta i lavoratori vogliono i fatti. «Vorrei sapere se per Natale avrò i soldi per comprare da mangiare», chiede un lavoratore. «Da un anno ci sono tre commissari liquidatori che si occupano del Cotir. Non siamo stati convocati una sola volta per acquisire informazioni», protesta un collega. I commissari liquidatori ieri hanno illustrato il lavoro svolto dal loro insediamento ad oggi, sottolineando la complessità del piano di riordino per giustificare il mancato rispetto della tempistica. Da quanto illustrato il piano di riordino è sostanzialmente strutturato. Prevede l’investimento di aziende private in progetti a lungo termine che dovrebbero garantire almeno il 60% delle esigenze economiche della struttura. Rimangono incerti i tempi di attuazione del piano che non sono immediati: da quanto si intuisce non sarà operativo prima di giugno 2016.

Qualcuno ieri ha applaudito ironicamente l’ingresso della delegazione nella sala convegni del Cotir. Il primo a parlare è stato il sindaco Luciano Lapenna. Il primo cittadino ha manifestato solidarietà ai lavoratori e invitato la Regione a trovare una soluzione. Anche il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forte, lo aveva fatto. «La loro protesta», dichiara Forte, «è giustissima e mi auguro serva a scuotere il cuore di chi ha il potere e il dovere di intervenire per risolvere un problema che si trascina ormai da troppi anni. La Regione deve immediatamente agire per ridare serenità a giovani lavoratori che, pur senza stipendio, in questi lunghi 24 mesi hanno raggiunto il posto di lavoro rimettendoci anche la benzina e l’usura dei propri mezzi di trasporto. Mi sono attivato per cercare di convocare un consiglio comunale straordinario da dedicare a questo specifico problema. Una riunione alla quale invito i vertici regionali per fare chiarezza sulla tormentata vicenda dei lavoratori del Cotir».

Intanto, però, è sfumata la trattativa con una multinazionale che era interessata ai centri di ricerca. Pepe ha assicurato che è in corso una seconda negoziazione. Ma i lavoratori sono stanchi, allo stremo. Durante la notte hanno realizzato manifesti che raccontano il loro tormento: su uno hanno disegnato un albero di Natale con tutte le somme promesse e mai arrivate. «Considerate le gravi incertezze che permangono sia per quanto riguarda le retribuzioni arretrate, sia per quanto riguarda il futuro abbiamo deciso di continuare la protesta con l’occupazione del Centro e lo sciopero della fame fino alla liquidazione delle somme stanziate», fanno sapere i ricercatori, «ulteriori iniziative di protesta saranno intraprese successivamente all’illustrazione del piano di riordino qualora lo stesso risultasse poco convincente».

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