I dipendenti del San Francesco «Vogliamo stipendi e posti»

VASTO. Molti appelli e molte lettere inviate ai politici sono rimaste senza risposta. E allora i lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno scrivono alla Befana sperando che la simpatica...
VASTO. Molti appelli e molte lettere inviate ai politici sono rimaste senza risposta. E allora i lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno scrivono alla Befana sperando che la simpatica vecchietta faccia trovare nella loro calza gli stipendi arretrati e magari distribuisca il carbone a chi sta provocando tanti disagi a 300 famiglie.
«Non vogliamo hi-tech, macchine, e regali extra lusso. Chiediamo lo stipendio e la tredicesima e, soprattutto la sicurezza del posto di lavoro», affermano i lavoratori della Casa di cura San Francesco della Fondazione Padre Alberto Mileno.
La richiesta può apparire bizzarra a chi non conosce la vicenda. Il mancato pagamento delle Asl alle prestazioni del San Francesco ha prosciugato le casse della Fondazione. I lavoratori hanno più volte invitato la Regione ad aiutarli a ricevere quello che spetta loro di diritto. Ora provano a scrivere alla Befana. «Le chiediamo di aiutarci con la scopa magica, a convincere chi governa la Regione Abruzzo o dirige la Asl Chieti-Lanciano-Vasto e arriva in auto blu sul nostro posto di lavoro a consegnarci il regalo dell’Epifania: gli emolumenti arretrati. Certo gli arretrati non bastano a rendere sereni i lavoratori», scrive in una nota la Rsa della Cgil. «La Befana dovrebbe regalarci anche la sicurezza del posto di lavoro, che oggi è messo a rischio dal fantasma della riconversione e dalla reale introduzione del ticket nella riabilitazione. A questi problemi, che purtroppo non sono gli unici, si sono aggiunti anche altri problemi lamentati dalle Asl e richieste quanto meno discutibili: oltre a non pagare le strutture riabilitative con regolarità, oggi vorrebbero pagare alcune prestazioni sanitarie come se fossero prestazioni socio sanitarie. La riconversione», prosegue la nota, «è solo sulla carta, dunque, fantasma. Queste scelte sono sbagliate e non riducono la spesa, anzi l’aumentano perché i cittadini, soprattutto quelli diversamente abili, saranno costretti a rivolgersi fuori regione per vedersi riconoscere il diritto alle cure. Cara Befana aiutaci tu». (p.c.)
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