I dipendenti Dialifluids sono tornati in fabbrica

2 Luglio 2014

Ripresa la produzione prima della chiusura fissata tra giugno e settembre 2015 I 120 operai si alternano: ogni due settimane di attività una di cassa integrazione.

CANOSA SANNITA. Sono circa le otto del mattino e davanti alla fabbrica gli operai sono pronti ad entrare per accingersi a iniziare la giornata lavorativa. Non staremmo dicendo nulla di particolare se non fosse che lo stabilimento in questione è la Dialifluids di Canosa Sannita. Già, dopo mesi di polemiche, scioperi, tregue e ancora proteste, questa volta sembra che le maestranze siano davvero intenzionate a riprendere con normalità le attività, e produrre il materiale salvavita necessario ai circa 1300 pazienti sottoposti a trattamento di dialisi peritoneale. Da ieri i macchinari sono di nuovo in funzione e i lavoratori sono tornati regolarmente al loro posto lungo la linea industriale utile alla realizzazione delle sacche per la stessa dialisi. É il momento della quiete dopo la tempesta, di quella calma che potrebbe essere definitiva prima della chiusura della fabbrica, annunciata da tempo dalla Fresenius Medical Care. Gli operai sono dunque rientrati al lavoro, tuttavia non tutti. I 120 dipendenti, infatti, dovranno alternarsi nel periodo di cassa integrazione. Sotto questo aspetto, l'azienda e i sindacati hanno trovato un compromesso. Rimane l'unico turno giornaliero di otto ore (come deciso inizialmente dai vertici aziendali), ma il ricambio non ci sarà ogni tre settimane bensì ogni due. Pertanto gli operai alterneranno due settimane di lavoro ad una di cassa integrazione. Intanto lunedì si è tenuto un nuovo incontro nella sede di Confindustria, dove si è parlato di piani sociali per ridurre l'impatto della chiusura dello stabilimento, che dovrebbe arrivare tra giugno e settembre del prossimo anno. Nel corso di questi mesi e probabilmente già entro la fine del 2014, sarà inevitabile una riduzione del personale.

Alfredo Sitti

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