I due imputati: «Contestazioni assurde, siamo innocenti»
CHIETI. «Ci viene contestata un’assurdità: durante il processo dimostreremo la nostra estraneità ai fatti e l’infondatezza della denuncia». Lo dice il sindaco di Rapino, Rocco Micucci, anche a nome...
CHIETI. «Ci viene contestata un’assurdità: durante il processo dimostreremo la nostra estraneità ai fatti e l’infondatezza della denuncia». Lo dice il sindaco di Rapino, Rocco Micucci, anche a nome dell’assessore Marina Salvatore, commentando la citazione a giudizio per corruzione elettorale. «Non abbiamo assolutamente commesso reati», prosegue il primo cittadino. «Se qualcuno pensa di ribaltare i risultati elettorali che il popolo ha deciso liberamente utilizzando mezzi spregevoli, ovvero ricattandoci con colloqui registrati, sicuramente non otterrà questo risultato. Noi abbiamo la coscienza a posto: purtroppo qualcuno ha dato una lettura sbagliata dei fatti. Lettura che siamo sicuri che non avrà il giudice, di fronte ai fatti e ai testimoni che porteremo. Questo ci dà la forza e la determinazione per continuare a lavorare serenamente, nel frattempo, in favore della comunità», sottolinea Micucci, respingendo sul nascere qualsiasi ipotesi di dimissioni. «Perché si è innocenti fino al terzo grado di giudizio».
Micucci è al quarto mandato da sindaco di Rapino: nelle elezioni di maggio del 2019, ha battuto Carmine Manzi con uno scarto di venti voti. «A volte un 1-0 basta a vincere la Coppa dei Campioni e, per noi, queste elezioni hanno lo stesso valore», disse lo stesso Micucci al momento della rielezione. Il sindaco di Rapino è anche amministratore unico del Crua, il Centro di ricerca unico d’Abruzzo, con sede ad Avezzano. In passato, ha guidato la Fira, la Finanziaria regionale abruzzese. (g.let.)
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