I due rapinatori ripresi dalle telecamere

Torino di Sangro. Nelle immagini allo studio dei carabinieri il raid nell’ufficio postale davanti allo scuolabus con gli alunni
TORINO DI SANGRO. Rapina all’ufficio postale di Torino di Sangro: da ore i carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere della videosorveglianza. Immagini che raccontano l’arrivo e la fuga dei banditi, ma anche i drammatici momenti vicino alla cassaforte. L’occhio del grande fratello si sta rivelando molto utile per gli investigatori. Poco importa se uno dei due rapinatori non è neppure sceso dall’auto, una Lancia Delta, e l’altro, armato di pistola, ha nascosto il viso con cappello, occhiali e sciarpa. I due rapinatori sono stati ripresi da più angolazioni e da più impianti lungo il percorso fatto per raggiungere l’ufficio postale e soprattutto per fuggire. La visione delle immagini riprese dentro l’ufficio postale ha rivelato ai carabinieri diversi particolari immortalando il giovane armato. Il bandito - sia l’aspetto e sia la voce rivelano un’età giovane- ha aspettato l’arrivo della direttrice, si è avvicinato e ha minacciato una prima volta la donna spingendola dentro. Poi sotto, la minaccia di una pistola puntata contro il viso, le ha ordinato di aprire la cassaforte e intimato di consegnargli il contenuto. Per farlo il giovane ha parlato ancora. La sua voce è ancora ben chiara nella mente della direttrice. La donna ha eseguito gli ordini, ma è riuscita a far scattare l’allarme.
Il rapinatore con il bottino in un sacchetto (20mila euro) è uscito di corsa è entrato in auto ma non è andato lontano. Sono arrivati i carabinieri. I militari hanno cercato di fermare i rapinatori, li hanno costretti a lasciare il bottino. Poi quando hanno capito che quei due erano una minaccia per i bambini arrivati nelle vicinanze con lo scuolabus li hanno lasciati fuggire. Anche la fuga è stata ripresa dalle telecamere e così pure la strada imboccata. Grazie ai testimoni i carabinieri hanno appurato che i sono italiani e l’accento del giovane armato è meridionale. Forse gli investigatori hanno scoperto molto altro ancora ma hanno alzato un muro di silenzio sulla vicenda.
Sono in tanti a sperare che dopo la cattura dei rapinatori pugliesi che hanno tentato un colpo nell’oreficeria Scafetta a Vasto, le telecamere aiutino i carabinieri ad arrivare anche ai rapinatori dell’ufficio postale di Torino di Sangro. (p.c.)
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