I fedeli al vescovo No alla demolizione

4 Febbraio 2017

CHIETI. Sono passate da poco le 12, quando un gruppetto di cittadini di San Salvo si raduna in piazza Valignani davanti alla sede della Curia. È atteso dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor...

CHIETI. Sono passate da poco le 12, quando un gruppetto di cittadini di San Salvo si raduna in piazza Valignani davanti alla sede della Curia. È atteso dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, per parlare dell’annuncio shock del parroco di San Nicola, don Michele Carlucci, di voler demolire la chiesa perché giudicata non sicura dal punto di vista strutturale. I fedeli si sono subito ribellati e si sono rivolti a monsignor Forte che ha dimostrato grande sensibilità nel voler affrontare subito la questione, invitando a Chieti i rappresentanti del Comitato cittadino contro la demolizione della chiesa e della comunità parrocchiale. Della delegazione hanno fatto parte l’ex sindaco Armando Tomeo, il presidente del comitato cittadino Corrado De Leonardis, il presidente e l’ex presidente dell’Azione cattolica parrocchiale, Mario Tilli e Fabrizio Ciurlia, e lo storico tesoriere che ha sovrinteso all’iter di costruzione della chiesa, Mario D’Acchille. Furono proprio D’Acchille e Tomeo ad iniziare il percorso per l’acquisto del terreno dove realizzare la chiesa che era di proprietà del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. L’iter partì a metà degli anni Settanta e fu portato a termine grazie alla raccolta fondi tra i fedeli. Nel 1979 la chiesa fu consacrata e fu retta per tanto tempo da don Pietro Santoro, ora vescovo di Avezzano. Nel corso dell’incontro monsignor Forte ha ribadito e confermato vicinanza ed amore per la Comunità ecclesiale di San Nicola, ribadendo la disponibilità quotidiana all’ascolto del suo popolo. «Nella piena disponibilità si è posto all’ascolto dei partecipanti all’incontro come il buon Padre fa con i suoi figli», riferisce la delegazione, «senza far mancare frasi di insegnamento cristiano di comportamento e di vita». L’incontro è terminato con un arrivederci ed un abbraccio fraterno con monsignor Forte. I componenti della delegazione si sono detti «certi di poter addivenire ad una soluzione di accordo congiunto e partecipato tra le parti». (a.i.)

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