I fedeli al vescovo No alla demolizione

CHIETI. Sono passate da poco le 12, quando un gruppetto di cittadini di San Salvo si raduna in piazza Valignani davanti alla sede della Curia. È atteso dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor...
CHIETI. Sono passate da poco le 12, quando un gruppetto di cittadini di San Salvo si raduna in piazza Valignani davanti alla sede della Curia. È atteso dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, per parlare dell’annuncio shock del parroco di San Nicola, don Michele Carlucci, di voler demolire la chiesa perché giudicata non sicura dal punto di vista strutturale. I fedeli si sono subito ribellati e si sono rivolti a monsignor Forte che ha dimostrato grande sensibilità nel voler affrontare subito la questione, invitando a Chieti i rappresentanti del Comitato cittadino contro la demolizione della chiesa e della comunità parrocchiale. Della delegazione hanno fatto parte l’ex sindaco Armando Tomeo, il presidente del comitato cittadino Corrado De Leonardis, il presidente e l’ex presidente dell’Azione cattolica parrocchiale, Mario Tilli e Fabrizio Ciurlia, e lo storico tesoriere che ha sovrinteso all’iter di costruzione della chiesa, Mario D’Acchille. Furono proprio D’Acchille e Tomeo ad iniziare il percorso per l’acquisto del terreno dove realizzare la chiesa che era di proprietà del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. L’iter partì a metà degli anni Settanta e fu portato a termine grazie alla raccolta fondi tra i fedeli. Nel 1979 la chiesa fu consacrata e fu retta per tanto tempo da don Pietro Santoro, ora vescovo di Avezzano. Nel corso dell’incontro monsignor Forte ha ribadito e confermato vicinanza ed amore per la Comunità ecclesiale di San Nicola, ribadendo la disponibilità quotidiana all’ascolto del suo popolo. «Nella piena disponibilità si è posto all’ascolto dei partecipanti all’incontro come il buon Padre fa con i suoi figli», riferisce la delegazione, «senza far mancare frasi di insegnamento cristiano di comportamento e di vita». L’incontro è terminato con un arrivederci ed un abbraccio fraterno con monsignor Forte. I componenti della delegazione si sono detti «certi di poter addivenire ad una soluzione di accordo congiunto e partecipato tra le parti». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

