I genitori: «Tariffe doppie ma i mezzi sono rotti»

24 Settembre 2017

La protesta: nessuno avvisa dei disservizi, le informazioni grazie al passaparola Febo (Pd): pronto un ordine del giorno perché gli alunni non restino per strada

CHIETI. Tariffe aumentate ma servizio peggiorato. Oltre al danno la beffa per i genitori che hanno prenotato il servizio scuolabus: pagano di più ma i bus non passano. E fioccano le lamentele, soprattutto in periferia. «Ho una figlia di otto anni che va alle elementari alla scuola Sant’Andrea», dice Davide Marrone, «e mi trovo in grande difficoltà. Al Buon Consiglio e Santa Barbara lo scuolabus si è rotto la prima volta martedì scorso. In quella occasione mi hanno avvisato la sera prima e sono riuscito ad organizzarmi per il mattino dopo». Ma poi non è stato più così. «Mercoledì scorso, il bus è passato ma in ritardo», dice ancora il genitore, «il giorno dopo è arrivata la voce che non sarebbe più passato, ma l’ho saputo solo per vie traverse, grazie al passaparola tra i genitori. E sempre così ho saputo che neanche la prossima settimana ci sarà lo scuolabus e non si sa quando tornerà. Pare che il problema sia un vetro rotto, di cui si sapeva già da diversi mesi. Ma, in realtà, potrebbe essere di tutto. Perché non ci sono notizie ufficiali. Mia figlia ha solo otto anni e io sono un genitore che lavora. Non posso rischiare di lasciarla in strada da sola. Eppure io il servizio lo pago. Da quest’anno anche molto di più. L’anno scorso pagavo 17 euro, ora 34: giusto il doppio». Del malfunzionamento del servizio scuolabus si è fatto carico il capogruppo della lista civica d’opposizione Chieti per Chieti, Luigi Febo. «Ho preparato un ordine del giorno che presenterò domani all’attenzione del sindaco Umberto Di Primio», ha annunciato il consigliere. «Voglio capire cosa sta succedendo. Perché gli scuolabus non passano lasciando a piedi gli studenti, proprio nel momento in cui il Comune ha aumentato le tariffe. C’è anche un problema di comunicazione. L’azienda speciale Chieti Solidale, che gestisce il servizio insieme al Comune, non avvisa in tempo i genitori. La comunicazione sul mancato servizio arriva attraverso un tam tam tra i genitori e sempre all’ultimo minuto».
«Ad appena due settimane dall’inizio dell’anno scolastico», continua Febo, «mi risulta che il disservizio sia successo più volte e penso sia giusto chiedere l’intervento del sindaco e dell’assessore di riferimento affinché questo servizio funzioni al meglio. A partire dalla comunicazione alle famiglie. La motivazione che ha spinto l’amministrazione comunale ad affidare il servizio Scuolabus risponde sicuramente all’obiettivo di economizzare le spese ma, a quanto pare, non a quello dell’efficienza. Oltre ad una spiegazione sulle cause del disservizio di queste due settimane, spero», conclude Febo, «che l’amministrazione comunale si impegni a far sì che lo scuolabus non lasci più a piedi gli studenti e in difficoltà le famiglie». (a.i.)