I giovani di Ortona scendono in campo contro il gpl al porto

“Invadono” il consiglio comunale per dire no ai depositi Nasce anche un gruppo con oltre settecento adesioni
ORTONA. È senz'altro la voce più apprezzabile che si è espressa fino a questo momento sul deposito di gpl da realizzare ad Ortona, al di là delle opinioni che ognuno può avere in merito. Relativamente al progetto della Seastock srl sono scesi in campo anche i giovani per dire no all’impianto, a testimonianza di un lodevole interesse delle nuove generazioni verso le questioni che riguardano la città.
Loro, i cittadini di domani, non vogliono che si insedi lo stabilimento. E lo hanno dimostrato chiaramente, prendendo parte al Consiglio comunale che si è svolto venerdì pomeriggio. Una cinquantina di ragazzi, con età massima di 19 anni, si sono ritrovati in Comune per far comprendere la loro sensibilità su questo tema. Un’iniziativa che si è palesata con una partecipazione civile e per nulla sopra le righe. È su facebook che si è scatenato il tam tam tra i ragazzi ad essere presenti.
Dieci di loro hanno anche dato vita ad una pagina, «Giovani contro il gpl», che conta attualmente più di 700 "mi piace", ovvero gli apprezzamenti con i quali gli utenti del social network riescono a seguire passo dopo passo questa sorta di comitato che si è costituito. «Ciò che ci ha spinto ad attivarci seriamente contro il deposito è l'amore per la nostra terra», dicono due degli amministratori, Lorenzo Gatta e Fulvio Catena. «Siamo al di fuori di ogni movimento politico, non abbiamo scopi propagandistici ed accettiamo tutti nel nostro gruppo, anche chi è più adulto. Dobbiamo essere in maggior numero possibile».E questi ragazzi, nonostante la giovane età, dimostrano già di avere una dettagliata idea personale del progetto: «Violando i parametri della direttiva Seveso 3, non contempla il rischio di esplosione nel deposito e ne contempla parzialmente il rischio d’incendio, tenendo conto esclusivamente della perdita di materiali pericolosi» dicono. «Era compito della Regione vigilare tramite un comitato tecnico affinché questi parametri, in particolare quello dell’esplosione, non fossero ignorati, cosa che nostro malgrado è avvenuto».
Oltre al Consiglio comunale hanno partecipato anche all’incontro organizzato dal Wwf nello stesso pomeriggio, nella gremita Sala Eden. In un dibattito che ha visto la presenza di esperti quali le geologhe Angela Faraone e Loredana Pompilio, la biologa marina Maria Carla De Francesco, con il supporto dell'ingegnere navale Marco Giancristofaro e dell'operatore turistico Pasquale Cacciacarne, sono stati esposti tutti i motivi del no all'impianto. Intanto è stato fissato per il prossimo 16 giugno, alle 15, un Consiglio comunale straordinario sul tema. E per l'occasione è prevista una larga partecipazione della cittadinanza.

