I giovani vastesi senza scuola di formazione

L’istituto dei Salesiani chiuso da 9 anni, Salvatorelli: «Le ditte non trovano manodopera specializzata»
VASTO . «L’impresa fa da deterrente alla microcriminalità e crea coesione sociale». L’affermazione del presidente di Confindustria Chieti-Pescara, Silvano Pagliuca, è ribadita dal decano degli industriali vastesi, Remo Salvatorelli, e diventa lo spunto per tornare a invocare la riapertura della scuola di formazione professionale dell’istituto dei Salesiani di Vasto, chiuso ormai da 9 anni. «Si parla tanto di mancanza di lavoro e di giovani alla sbando per mancanza di occupazione», dice Salvatorelli, «le aziende vastesi spesso non riescono più a trovare giovani operai specializzati perché quello che un tempo era il serbatoio della manodopera specializzata è stato chiuso per mancanza di finanziamenti regionali».
La scuola professionale, aperta a Vasto sul finire degli anni Sessanta, ha dato a tanti giovani l’occasione per divenire tecnici preparati e competenti, offrendo loro l’opportunità di creare realtà imprenditoriali in proprio. Nel 2018 , dopo diverse proteste, la riapertura sembrava imminente. La riapertura avrebbe dovuto essere inserita in un programma di riorganizzazione della formazione professionale a livello regionale ma non è successo nulla. «Nella mia azienda», racconta Salvatorelli, «ho assunto ragazzi appena usciti dai Salesiani e che sono rimasti in fabbrica fino al pensionamento. Perché ai tanti ragazzi che oggi non intendono proseguire gli studi ma vogliono apprendere un lavoro non viene data più questa opportunità? È forse meglio vedere tanti giovani disorientati e alla ricerca di espedienti per guadagnare qualcosa? L’istituto di formazione professionale va riaperto per il bene delle aziende del territorio e di tanti giovani», afferma Salvatorelli.
L’imprenditore aveva lanciato già un anno fa un appello ai futuri governanti. Ora torna a ripetere la richiesta. «All’interno di questo istituto», dice, «ci sono laboratori pronti ad accogliere tanti ragazzi che non frequentano nessuna scuola. L’istituto può preparare come accadeva prima della chiusura nel 2011, tanti aspiranti meccanici ed elettricisti. La formazione professionale è importante per fermare l’abbandono scolastico e la microcriminalità». (p.c.)

