I giudici di pace non hanno più dipendenti

16 Dicembre 2014

Accorpati a Lanciano gli uffici di Atessa, Casoli e Villa Santa Maria: mancano gli amministrativi

LANCIANO. Scioperano fino a venerdì 19 dicembre i giudici di pace di Lanciano. Una protesta che assomma ai problemi che i giudici di pace hanno a livello nazionale per via della riforma del settore da parte del ministro della giustizia, Andrea Orlando, quelli propri dell’ufficio frentano che di recente ha visto anche l’accorpamento degli uffici di Atessa, Casoli e Villa Santa Maria e che sbrigava, prima della fusione, oltre 1.400 cause l’anno. In particolare contenziosi civili, penali e del codice della strada.

Una protesta che ritorna dopo altri scioperi fatti da settembre, contro alcune scelte governative, in particolare contro un decreto, considerato illegittimo, che ha disposto la chiusura di altri 100 sedi del giudice di pace violando il decreto legislativo 156/2012. Non solo, l’Unione nazionale giudici di pace protesta anche per una riforma che allunga i tempi dei contenzioni, per avere un trattamento economico adeguato - emolumenti che da 15 anni non sono integrati da aumenti Istat previsti dalla legge e dagli oneri per copertura previdenziale - per l’indipendenza.

A questi problemi della categoria a Lanciano si sommano altre carenze, in particolare di personale. Ci sono solo 4 giudici: Andrea Di Marco, Giuseppe Di Francesco, Miriam Avagnano e Angela Calderoni, invece dei 6 che dovrebbero esserci. Ancora più grave è la mancanza di personale amministrativo: non c’è neanche il funzionario che tra le tante cose è deputato a firmare il mandato per il pagamento della mensilità di dicembre dei giudici, che quindi è a rischio. L’ufficio di Lanciano, che ad aprile ha accorpato le sedi di Atessa, Casoli e Villa Santa Maria, assieme agli uffici di Chieti e Vasto non è a rischio di soppressione neanche a seguito della chiusura del tribunale di Lanciano previsto per settembre 2018. Un ufficio, quello di via Del Mare, che nonostante le carenze tra cui anche quella di strumenti visto che bisogna redigere i verbali a mano, si occupa di 1.400 cause l’anno.

Teresa Di Rocco

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