I guariti sono più di 20 e riapre l’Otorino

Il bilancio della Fase 1, il sindaco Pupillo: «I contagiati sono stati 76». Migliora la situazione in ospedale
LANCIANO. Settantasei contagiati, oltre 20 guariti, 8 morti, e circa 45 persone in quarantena. In ospedale quattro reparti chiusi e decine di operatori sanitari e pazienti infettati. Sono i numeri con cui Lanciano ha chiuso la fase 1 dell’emergenza coronavirus. Ora le persone iniziano ad uscire, a ripartire tra speranze e paure. «Abbiamo chiuso la Fase 1 con un tetto massimo di 76 contagiati», dice il sindaco Mario Pupillo, «un numero che comprende anche gli 8 decessi che purtroppo abbiamo dovuto piangere in questi due mesi, e i guariti. Quelli comunicati ad oggi dalla Asl sono più di una ventina, quindi i Covid positivi attivi sono circa 40. Tra questi ci sono però anche persone in attesa dei tamponi di riuscita. Le quarantene attive, che hanno toccato quota 172, sono scese a circa 45. Numeri che indicano da giorni una certa stabilità nel Comune e che fanno ben sperare, anche se non bisogna abbassare la guardia».
Migliora la situazione anche all'ospedale Renzetti, focolaio di infezione, visto che ha riaperto l'Otorino, ultimo reparto dei quattro chiusi per infezione da Covid-19. L'epidemia al Renzetti era scoppiata il 9 marzo in Ortopedia per poi continuare in Medicina, unità che ha registrato un alto numero di contagi tra personale e pazienti e che ha infettato Utic e appunto Otorino-Day surgery, diretto da Lanfranco D’Archivio e, per la Day surgery, da Daniela Albanese. Unità che, tra mille accortezze organizzative per carenza di personale, da lunedì ha iniziato ad accogliere di nuovo i pazienti. Continuano a pieno regime le attività ambulatoriali, mai fermate. Per quanto riguarda gli interventi, la Asl ha parlato di ripartenza nei presidi delle attività chirurgiche programmate non ulteriormente rinviabili in base alla classe di priorità, alla patologia e alla condizione clinica.
Al Renzetti però vista la carenza di anestesisti si procede ancora con le urgenze e le emergenze e alcuni interventi di classe A, oltre ai tumori. Per i programmati, e ne sono diversi visti gli stop alle operazioni che ci sono stati a dicembre e gennaio proprio per la mancanza di anestesisti, bisognerà attendere.
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