I “gufi” arrivano in consiglio comunale

11 Maggio 2016

I negozianti in rotta col Comune chiedono al sindaco il piano commerciale e gli ex operai Burgo vogliono certezze su Inte

CHIETI Al consiglio comunale arrivano i gufi. Sono i commercianti in protesta contro l’Amministrazione, così chiamati a causa del manifesto funebre sull’iniziativa del Comune “Balconi fioriti” che sembrava “gufare” sulla riuscita dell’evento. I commercianti hanno approfittato della seduta di ieri per presentarsi in aula con il disegno di un gufo in mano. Decisamente un bel fuori programma per il sindaco Umberto Di Primio che ieri mattina aveva anche altri impegni istituzionali, oltre al consiglio comunale. Al momento in cui è entrata la quarantina di commercianti con i loro gufi e lo striscione con su scritto “dov’è il piano commercio”, Di Primio aveva già imboccato la via d’uscita. L’incontro con il primo cittadino c’è stato comunque ed è servito a chiarire le rispettive posizioni. “Vogliamo sedere al tavolo che l’assessore al commercio Carla Di Biase ha aperto con le associazioni di categoria”, spiega Andrea Di Ciano, “e se non sarà possibile, chiediamo all’assessore Antonio Viola di dar seguito all’impegno di aprire un secondo tavolo con noi”. “Al sindaco”, ha aggiunto Concetta De Sanctis, “abbiamo chiesto non solo la redazione di un piano commercio ma anche quella, ancora più fondamentale, di un piano regolatore generale”. Di Primio ha assicurato di non voler negare incontri a nessuno, mentre si è cercato di rintracciare anche l’assessore Di Biase (chiamata al telefono dal consigliere Stefano Rispoli, intervenuto insieme ai colleghi Graziano Marino, Emiliano Vitale e Marco D’Ingiullo) ma non si è riusciti nell’intento. L’incursione dei commercianti era stata preceduta da un altro fuori programma, quello del comitato dei lavoratori ex Burgo, presente in aula perché si discuteva l’interrogazione del consigliere Maurizio Costa sul progetto Inte, iniziativa tesa a reindustrializzare il sito ex Burgo e a rioccupare i lavoratori della storica cartiera. A distanza di otto anni dall’avvio del programma coordinato da Domenico Merlino, i lavoratori hanno chiesto conto del perché dei tanti rallentamenti. Di Primio ha iniziato col puntualizzare che le responsabilità di quell’accordo erano da attribuire alla precedente amministrazione. Il sindaco ha però ammesso di essere a conoscenza del fatto che c’è un diritto di prelazione a favore di un’unica azienda, come aveva sostenuto il comitato dei lavoratori. “Di fronte a questa ammissione”, ha commentato il portavoce del comitato, Danilo Primiterra, “ci chiediamo quale peso abbia l’accordo strappato dal Comune per far scendere il prezzo del terreno da 75 euro al metro quadro a 53 euro”. A riaccendere la speranza è stata comunque l’assicurazione del sindaco secondo cui stanno per partire tre progetti, il Crea (Centro di ricerca per l’energia alternativa), il Bel Residence e il Centro gomme, che dovrebbero riassorbire 40 ex Burgo a fronte del centinaio ancora a spasso. Dal consigliere Alessandro Marzoli, inoltre, il comitato ha ricevuto assicurazioni di poter incontrare il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che si era già impegnato a sburocratizzare l’iter dell’Inte. Il consiglio comunale è continuato con due interrogazioni destinate a suscitare polemica: quella di Marzoli sui problemi di inquinamento dell’aria e quella di Costa sul campo di S. Anna gestito dalla Teate 2008, per cui è venuto fuori che la fideiussione depositata, emessa dalla società Agricolfidi, non è efficace visto che Bankitalia nel 2013 ha detto che la società non è abilitata ad emettere fideiussioni a favore di enti pubblici. Dal contratto, inoltre, è sparita pure la cura del percorso vita a carico del gestore del campo, che pure c’era nel bando. (a.i.)