I ladri assaltano il cantiere Zes: la banda fugge con un escavatore

Il colpo nella zona in cui sorgerà la rotatoria tra Statale 16 e zona industriale: indagano i carabinieri Spesso i mezzi pesanti meccanici vengono rubati per sradicare sportelli bancomat e rapinare caveau
VASTO. I ladri assaltano il primo cantiere della Zona economica speciale (Zes). Durante lo scorso fine settimana, i malviventi sono entrati in azione nell’area in cui sono in corso i lavori per la realizzazione di una rotatoria, fra la statale 16 e l’imbocco della zona industriale di Punta Penna, finalizzata al miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza stradale. Si tratta di un’opera infrastrutturale molto attesa e inaugurata, lo scorso 27 febbraio, alla presenza del presidente della Regione Marco Marsilio, del senatore Etelwardo Sigismondi, del sindaco di Vasto Francesco Menna e del commissario della Zes Maurizio Miccio. Un cantiere-simbolo, dunque, perché la mega rotatoria collegherà l’Adriatica con il porto di Vasto, in cui sono previsti importanti lavori per il raddoppio della banchina.
IL RAID
I banditi hanno portato via un grosso escavatore di proprietà della ditta Giuseppe Amato costruzioni di Oppido Lucano (Potenza), che si è aggiudicata l’appalto da 1,2 milioni di euro. Ad accorgersi del furto è stato il personale dell’azienda di vigilanza privata che si occupa di controllare il cantiere. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri della compagnia di Vasto, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti per identificare i responsabili del colpo. I militari dell’Arma hanno eseguito un sopralluogo con l’obiettivo di trovare tracce e indizi utili per indirizzare le indagini. Le immagini di eventuali impianti di videosorveglianza presenti nella zona potrebbero essere determinanti per ricostruire il percorso seguito dai malviventi.
LE INDAGINI
Dietro l’ultimo assalto potrebbe nascondersi una banda di professionisti specializzata in furti del genere. Per trafugare l’escavatore, infatti, la gang ha utilizzato probabilmente un carrello trasportatore e una motrice in grado di trainarlo lungo le strade: un’operazione non facile, considerando anche le dimensioni del mezzo meccanico, dotato di benna.
LE IPOTESI
Furti del genere potrebbero essere propedeutici ad azioni criminali di ben altra caratura. Spesso, infatti, escavatori simili a quello rubato nel cantiere della Zes vengono utilizzati per sradicare sportelli bancomat o, addirittura, per assaltare caveau con modalità paramilitari, come è avvenuto il 24 marzo 2022 a San Giovanni Teatino, quando un commando armato di kalashnikov demolì la sede dell’istituto di vigilanza Ivri-Sicuritalia mettendo a segno una rapina da 6 milioni di euro.
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