I ladri assaltano l’ospedale Prese anche le acquasantiere

Decine di furti al Renzetti: 50enne lancianese cade nella rete della polizia Telecamera lo incastra mentre mette a segno il colpo sacrilego nella cappella
LANCIANO. Armadietti del personale forzati, comodini e armadi dei pazienti messi sottosopra in un batter d’occhi, macchinette della Sogeda rotte per rubare l’incasso.
Non c’è pace per gli utenti dell’ospedale Renzetti i cui reparti da mesi sono preda di furti e tentati furti, in ogni ora del giorno e della notte. L’altro giorno sono state persino rubate le due acquasantiere della cappella del presidio. Più volte negli ultimi giorni sono intervenute squadre dei carabinieri e della polizia su richiesta dei vigilantes della società Aquila che lavorano nell’ospedale, alle prese con furti soprattutto nelle macchinette di bevande e stuzzichini della Sogeda e armadietti del personale.
Il commissariato di polizia negli ultimi giorni ha intensificato le indagini e ha denunciato F.L. 50 anni di Lanciano per furto aggravato; ha rubato le acquasantiere della cappella. A tradirlo le uniche telecamere presenti nell’area. Un valore economicamente scarso 25 euro l’una, ma dal valore simbolico, religioso. Un furto che fa capire che veramente l’ospedale, dal punto di vista della sicurezza, è molto vulnerabile. C’è da dire che il Renzetti non è facile da sorvegliare. E’ fatto di più palazzine, ha molteplici accessi, i reparti non hanno porte allarmate e i sotterranei sono accessibili da più punti. Ma, la direzione ospedaliera dal canto suo non ha finora adottato le misure giuste per bloccare furti che avvengono persino nell’orario di visita ai pazienti.
Pediatria, Ostetricia –Ginecologia, geriatria, poliambulatorio i reparti più colpiti. Si è arrivati al punto che non si può neanche poggiare una borsa, un cellulare per salutare un malato che si rischia di girarsi e non trovarli più. Un problema che ha portato la direzione a chiedere maggiore aiuto ai vigilanti che sono ai due ingressi principali.
Ma il personale della società Aquila srl che è esterno alla Asl, non è che possa fare molto di più. Ha già aumentato le ronde notturne all’interno e all’esterno delle palazzine del Renzetti ma un ospedale così vasto non è facile da gestire. Magari la ronda è dal lato della psichiatria e un malintenzionato sta entrando in quello della radiologia, al lato opposto.
Occorrono interventi più concreti, come la sistemazione delle telecamere per la videosorveglianza, almeno nei reparti più a rischio e nei sotterranei o degli allarmi alle porte. Oppure più semplicemente si può cominciare a chiudere a chiave alcune porte di servizio. (t.d.r.)
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