I laureati della d’Annunzio maestri d’asilo in Germania

Accordo tra ateneo e città di Wolfsburg: in palio 10 posti di lavoro all’anno fino al 2025 Stipendi da 2.369 euro netti al mese e sostegni per la casa a chi deciderà di trasferirsi
CHIETI. Trasferirsi a Wolfsburg, in Germania, per lavorare come maestri d’asilo con uno stipendio di 2.369 euro netti al mese per 39 ore settimanali. È questa l’opportunità per i laureati dell’università d’Annunzio in Scienze dell’educazione, Scienze della formazione, Lettere e Lingue. Ieri, il prorettore dell’ateneo, Stefano Trinchese, e la consigliera tedesca Iris Bothe hanno firmato un accordo – sotto l’egida dell’assessore Donato Di Matteo, a capo del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) – che potrebbe dare lavoro ad almeno 10 laureati all’anno fino al 2025. E questo numero, dice Giancarlo Zappacosta, dirigente della Regione che ha lavorato alla stesura del patto, «potrebbe crescere ancora». Perché Wolfsburg ha bisogno di insegnanti e non riesce più a trovarli.
Wolfsburg è una città di 125mila abitanti – 7mila sono italiani – a 1.500 chilometri da Chieti ed è cresciuta sull’onda delle fabbriche automobilistiche, a partire dalla Wolkswagen. Una città che punta sulla cultura scolastica con un rapporto di un insegnante ogni 5 bambini: ha 60 asili e 50 istituti comprensivi e scuole professionali. «Ma, adesso», spiega Bothe, «stiamo vivendo un periodo di crisi per il reperimento di personale qualificato. Perciò, accettiamo l’offerta dell’università e offriamo ai giovani italiani la possibilità di contratti a tempo indeterminato, benefit come l’assistenza nel trasloco e nella ricerca di un appartamento e un percorso di accompagnamento grazie alla comunità italiana presente a Wolfsburg. Agli italiani», dice Bothe, «non chiederemo di abbandonare la propria cultura ma di portarla nelle scuole visto che abbiamo anche tanti istituti bilingue».
Il progetto è destinato ai laureati della d’Annunzio che sappiano parlare il tedesco: l’università farà la sua parte con l’istituzione di un corso di tedesco «con l’obiettivo», dice il protocollo d’intesa, «di arrivare fino al livello B1/B2 con il rilascio di un certificato attestante le conoscenze base della lingua tedesca». Il corso dovrebbe durare all’incirca 6 mesi. Al termine delle lezioni, una commissione mista composta da docenti della d’Annunzio ed esponenti della città di Wolfsburg valuterà i candidati sulla conoscenza del tedesco e sull’attitudine all’insegnamento e poi stilerà una graduatoria di idoneità. «I primi laureati potrebbero partire già nel corso di quest’anno», annuncia Zappacosta che manda un messaggio alla politica dei litigi che non dà risposte alla gente: «La politica deve accompagnare la società civile», avverte, «invece troppo spesso si cura di imbonirla e i progetti importanti restano soltanto degli annunci. Sono gli interessi personali a rendere laido il rapporto tra politica e cittadini».
«Abbiamo davanti una grande opportunità», dice Trinchese, «l’università non è più soltanto un luogo di formazione ma diventa sempre più un luogo che offre prospettive concrete. È significativo che Wolfsburg, attraverso la mediazione del Cram e della Regione, si sia rivolta alla d’Annunzio, una volta riscontrata l’esistenza di una delega per le relazioni culturali. Il nuovo corso dell’università», continua Trinchese, «comincia a dare i suoi frutti con questo significativo segno di fiducia da parte di un ente straniero che, in termini occupazionali, potrebbe significare un momento di rilancio per i giovani iscritti. Quando si punta su una politica culturale aperta al confronto con realtà diverse dalla nostra si possono aprire prospettive nuove, ricche di ricadute anche molto concrete».
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