I lavoratori delle coop: la Asl controlli i contratti

LANCIANO. Nove ore di lavoro settimanali da contratto e il triplo effettivamente svolte; cambi turno improvvisi, richiesta di mansioni superiori o inferiori alla qualifica definita dal contratto;...
LANCIANO. Nove ore di lavoro settimanali da contratto e il triplo effettivamente svolte; cambi turno improvvisi, richiesta di mansioni superiori o inferiori alla qualifica definita dal contratto; assenza di tutele. Sono centinaia in tutta la Asl e una cinquantina solo al Renzetti i dipendenti delle cooperative che lavorano come addetti alle pulizie, Oss e ausiliari che hanno contratti che, per l’Usb, che ieri mattina ha protestato dinanzi all’ospedale, ledono la dignità dei lavoratori. «Le cooperative», dice Luigi Iasci dell’Usb, «abbassando i costi per aggiudicarsi gli appalti, fanno contratti che spostano verso il basso le condizioni di lavoro dei dipendenti e la qualità dei servizi rivolti all’utenza. La Asl dovrebbe controllare contratti e servizi e non lo fa. Inoltre si potrebbero riaprire i concorsi per far entrare nella Asl persone che lavorano nell’ospedale con le cooperative anche da 20 anni». Ma l’Usb ha protestato anche per le liste di attesa lunghissime e per il balzello dei 10 euro, la tassa regionale per le visite specialistiche che aggrava i costi della sanità per gli utenti. «Un nostro utente doveva fare esami che l’ospedale gli aveva fissato nel 2018», riprende Iasci, «li ha fatti pagando 70 euro dal privato il giorno dopo la prenotazione: la sanità non è pubblica, è di chi può permettersi di pagare il privato. E poi abbiamo il 31% degli utenti che si fa curare fuori provincia, creando mobilità passiva per la nostra Asl». Servizi scadenti, liste lunghe e tassa di 10 euro su ogni prestazione. «La tassa regionale di 10 euro inserita da Chiodi per far fronte al deficit di bilancio», chiude Francesco Politi, «ha un peso notevole sulle tasche degli utenti e deve essere tolta visto che ora i conti sono in regola». (t.d.r.)

