«I lavori nell’oasi fatti senza autorizzazione»

Pulizia della spiaggia della riserva “Marina di Vasto”: il Comune diffida la Pulchra dopo l’esposto Soa
VASTO. Interviene il ministero della Transizione ecologica sui lavori di pulizia della spiaggia effettuati lo scorso 17 marzo con mezzi meccanici nella riserva “Marina di Vasto”. Il dicastero ha chiesto spiegazioni al Comune dopo la segnalazione della Stazione ornitologica abruzzese (Soa) e del Gruppo Fratino e il dirigente del settore, Stefano Monteferrante, ha ammesso che gli interventi erano stati effettuati «senza la necessaria autorizzazione e che aveva quindi diffidato la Pulchra».
«Ci pare piuttosto difficile certificare a posteriori l'impatto di un'operazione non autorizzata», affermano alla Soa, «non essendo possibile organizzare i necessari monitoraggi preventivi sulla presenza di specie sensibili e visto che le regole sono elaborate proprio per prevenire problemi alla biodiversità. Il tratto di arenile antistante le dune interessato dai lavori è proprio quello che viene utilizzato nella stragrande parte dei casi dal fratino per nidificare e, inoltre, è di fondamentale importanza per molte altre specie. In una riserva naturale tutte le specie devono essere attentamente preservate e vanno rispettati i protocolli operativi per permettere la coesistenza tra le attività umane e la vita di questi animali sempre più rari. Non a caso la Regione Abruzzo, su proposta dello stesso Comune di Vasto che aveva realizzato studi specifici spendendo pure denaro della comunità europea per le consulenze, nel 2017 ha approvato le misure minime di conservazione del sito di interesse comunitario. Queste prevedono non a caso la pulizia a mano dell'arenile della riserva e l'uso di mezzi meccanici solo in casi eccezionali, previa autorizzazione preventiva e con piccoli mezzi gommati (a tre ruote) che si spostano seguendo il bagnasciuga. Non certo quanto avvenuto a marzo nella riserva», chiosa la Soa, secondo il quale il Comune «nonostante abbia ammesso nella lettera inviata al ministero l'esistenza di tali regole, subito dopo, con un comportamento a dir poco schizofrenico, il 4 maggio, ha rilasciato un'autorizzazione ai lavori nelle concessioni che non rispetta tali indicazioni normative, assegnando paradossalmente alle associazioni che gestiscono l'area, Legambiente e Wwf, la sorveglianza su attività che appaiono non conformi». (a.b.)
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