I locali investono per salvare il centro

I commercianti: «Deludente il bilancio della Settimana Mozartiana, pubblico in strada solo grazie ai nostri eventi»
CHIETI. Due dame in abiti ottocenteschi in primo piano e dietro il centro della città deserto. Poi, corso Marrucino desolatamente vuoto. E ancora i salotti della cultura senza pubblico. Le foto dei primi giorni della Settimana Mozartiana rimbalzano su Facebook, mettono in mostra una città spenta e innescano la polemica. La Settimana Mozartiana sotto il segno dei tagli si chiude domani e non sembra aver portato in città una folla di persone anche se, sabato, il concerto dell’Orchestra sinfonica abruzzese in piazza San Giustino con la voce narrante di Michele Mirabella ha riempito il centro. A salvare la festa, in attesa degli ultimi appuntamenti con il gran finale della Luxembourg philharmonia orchestra domani dalle 21 al Teatro Marrucino, è stata la resistenza dei commercianti e dei titolari dei locali: spettacoli, musica dal vivo con cover band e la perla del festival Musicamente a Porta Pescara.
«Il centro di Chieti non è un deserto a prescindere: la gente risponde ma soltanto alle belle manifestazioni», avverte Concetta De Sanctis, a capo del consorzio dei negozianti Chieti c’entro, «ma il guaio è che, sempre più, il compito di non far morire la città ricade sulle spalle di commercianti e gestori dei locali ma non possiamo continuare a sostituirci a chi amministra la città». Secondo De Sanctis, «la Settimana Mozartiana non ha portato un successo di pubblico soprattutto per la mancanza di comunicazione, a partire dalla pubblicità quasi assente: non c’è stata adeguata informazione sugli spettacoli. I commercianti», continua De Sanctis, «non sono stati coinvolti e i titolari dei locali si sono organizzati spontaneamente: le giustificazioni del Comune, sulla carenza di fondi o sul personale ridotto, non sono valide. La verità è che ci si è mossi in ritardo, stessa storia di quello che è successo con le luminarie di Natale».
Per Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio, nell’estate teatina «manca il divertimento»: «D’estate, i cittadini-consumatori si spostano dove c’è divertimento e, quindi, verso la costa visto che le manifestazioni organizzate in città non hanno appeal. Ma così la ripresa di Chieti diventa un’impresa difficile. Se ci fossero appuntamenti di spessore, Chieti risponderebbe e attirerebbe visitatori: sappiamo che, in questo momento, il nostro Comune non ha risorse per un progetto di turismo lungimirante che non sia soltanto basato su arte e cultura ma anche sul divertimento ma, per noi commercianti, è umiliante stare nei negozi con le strade deserte: non si può chiedere sempre e solo a noi di vivacizzare le strade, abbiamo bisogno di aiuto». E secondo la Tiberio sono le istituzioni che devono dare una scossa per invertire la rotta: «Quest’anno, sul fronte degli eventi, è stato peggio del solito: ci vogliono manifestazioni importanti», dice Tiberio, «capaci di intercettare il grande pubblico».

