«I malati curati a casa con terapie d’urto»
Da Atessa appello alla Regione. Marcolongo: con l’assistenza precoce si abbattono rischi di complicazioni
ATESSA. Lettera-appello di Andrea Marcolongo, esponente del Comitato cittadino in difesa del territorio, di Atessa, che tanto si è battuto per la difesa dell’ospedale San Camillo, al presidente della Regione Marco Marsilio, al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e all’assessore alla salute Nicoletta Verì: «Curare i malati Covid subito a casa». È dello scorso 4 marzo la notizia che il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha accolto l’istanza cautelare e ha sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato. Il riferimento è al ricorso presentato da 4 medici contro il ministero della Salute e Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per l’annullamento di una nota sui principi di gestione dei casi coronavirus nel setting domiciliare nella parte in cui nei primi giorni di malattia prevede unicamente una «vigilante attesa» e somministrazione di fans e paracetamolo, e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid-19. «All’indomani del primo lockdown», afferma Marcolongo, «alcuni coraggiosi medici hanno iniziato a praticare la “terapia domiciliare precoce” ottenendo risultati straordinari: decessi praticamente azzerati, completa guarigione dei pazienti tra le mura domestiche, pochissimi ospedalizzati e nessun ricorso alle terapie intensive. Da quasi un anno il loro schema terapeutico è il seguente: intervento in casa del paziente entro 48 ore dalla positività o all’insorgere dei primi sintomi, monitoraggio costante e somministrazione metodica e ravvicinata di medicinali di uso comune e di facile reperibilità (tra questi azitromicina, cortisone, idrossiclorochina ed eparina). Presidente Marsilio», questo l’appello di Marcolongo, «apra le porte allo schema terapeutico del comitato per le cure domiciliari, potrà così segnare un punto di svolta nella battaglia contro il Covid trasformando l’Abruzzo nella nuova frontiera di questa via terapeutica che ha dimostrato di salvare vite».
Matteo Del Nobile

