«I mattoncini della nostra storia? Le truffe»

14 Ottobre 2022

Ecco le intercettazioni della coppia finita sotto indagine. E la Asl dice: collaboriamo con i magistrati

CHIETI. «Amore... ma quelli sono i mattoncini della nostra storia!», dice al telefono il primario Massimo Di Giannantonio alla moglie Silvia Fraticelli, senza sapere di essere intercettato dai finanzieri. «Eh, pensa un po’ tu, le truffe», risponde lei. La conversazione tra la coppia indagata è agli atti dell’inchiesta della procura di Chieti che ha portato alla luce non solo gli episodi di concussione relativi all’appalto della Asl per la riabilitazione psichiatrica, ma anche «la vicenda del sostegno illecito offerto da Di Giannantonio a una cooperativa», di cui Fraticelli «era amministratrice» e il primo «socio occulto», che erogò varie prestazioni alla Asl di Chieti.
Scrive il giudice Luca De Ninis: «I due indagati, sia pure in un contesto ironico e a tratti sarcastico, lasciano chiaramente intendere che il loro rapporto sentimentale era nato proprio nel contesto di condotte abusive e truffaldine, se non anche peculative, concernenti la gestione della cooperativa».
Ieri mattina, dopo la notizia dell’inchiesta, è intervenuta la direzione aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti: «Massima collaborazione è stata offerta agli inquirenti nell’accertamento dei fatti relativi all’inchiesta: abbiamo messo a disposizione della magistratura tutti i documenti riferiti alla gara e assunto provvedimenti finalizzati a garantire i servizi nel rispetto assoluto delle norme di legalità e trasparenza. Sono state indette, infatti, nuove gare sulle linee di attività appaltate alla cooperativa al centro delle indagini, dopo aver preso atto del venir meno del requisito generale di affidabilità e integrità della stessa. Gli atti sono stati adottati a conclusione di un’approfondita e articolata istruttoria tecnica, che sta portando a nuovi affidamenti per l’assistenza domiciliare, per l’assistenza domiciliare psichiatrica e per la riabilitazione psichiatrica. Il dirigente medico, che era componente della commissione giudicatrice della gara oggetto d’inchiesta, è lontano dal posto di lavoro da mesi». (g.let.)