I medici alla Asl: riaprite chirurgia e sale operatorie

Atessa, gli operatori sanitari del San Camillo bocciano la proposta della Regione «Creare il presidio territoriale di prossimità significa penalizzare il territorio»
ATESSA. «Da una prima valutazione, pur apprezzando l’impegno tecnico e la correttezza procedurale di Alfonso Mascitelli, il documento appare insufficiente». Questa è la sintesi di alcune considerazioni che gli operatori sanitari dell’ospedale di Atessa hanno messo nero su bianco una volta letto il documento del commissario dell’Agenzia sanitaria regionale. I dottori Pierangelo Di Iorio, Andrea Rotolo, Antonio Ferrante, Anselmo De Laurentiis, Enrico Flocco, Enzo Sciulli e Giustino Cericola, ribadiscono con forza la richiesta di revoca immediata: del provvedimento della direzione sanitaria del 30 marzo a firma dell’ex direttore generale Francesco Zavattaro; del trasferimento del personale con disposizione della direzione medica di Lanciano del 4 aprile.
«I suddetti provvedimenti», affermano i firmatari del documento, «hanno portato, di fatto, alla chiusura del blocco operatorio e di tutte le attività chirurgiche al San Camillo di Atessa». Sono le aree interne che preoccupano perché la gestione della transizione verso una nuova offerta sanitaria non potrà avere successo lasciandole scoperte.
«La prospettata e completa trasformazione dell’ospedale di Atessa in un presidio territoriale di prossimità (questa è la proposta di Mascitelli, ndc) non solo mortifica le professionalità esistenti ma penalizza un vasto territorio che ha già subito depotenziamenti negli anni passati. Le attività mediche residue, di carattere clinico (mediche e chirurgiche) e diagnostico (strumentali e laboratoristiche) sono indispensabili per fornire assistenza a un territorio orograficamente molto disagiato. La medicina del territorio dovrà avere un ruolo importante nel riassetto della sanità ma non può essere vista, oggi, come alternativa idonea a quelle strutture minime ospedaliere ancora in funzione. Esse rispondono alle molteplici richieste dell’utenza e contribuiscono a decongestionare le liste di attesa. È pertanto fatta richiesta a Mascitelli, al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, all’assessore Silvio Paolucci, di attenta valutazione prima di decisioni irrevocabili che potrebbero compromettere il lavoro svolto e abbassare i livelli essenziali di assistenza al di sotto degli standard minimi garantiti, non solo ad Atessa ma in particolare nel comprensorio del Sangro-Aventino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

