I medici: «Troppa gente in giro Così si va incontro al peggio»

15 Dicembre 2020

Le immagini del centro storico affollato per le luminarie preoccupano il presidente Ezio Casale:  «Bene il clima natalizio, ma adesso si rischia di dimenticare che il Covid è ancora in circolazione»  

CHIETI. Le immagini di un corso Marrucino pieno di gente in occasione dell’accensione delle luminarie hanno destato preoccupazione tra i medici. «Bene il clima natalizio, bene il Comune che ha voluto addobbare la città, bene i legittimi interessi dei commercianti, ma qui si rischia di dimenticare che il coronavirus è ancora in circolazione». A lanciare l’allarme è il presidente dell’ordine dei medici della provincia di Chieti Ezio Casale: «C’è aria di Natale anche nella nostra bella città», dice, «e la pandemia sembra già appartenere al passato. Prepariamoci al peggio». Sì, perché dimenticarsi del virus significa vanificare tutti i buoni risultati raggiunti sinora.
«Domenica non sono uscito», dice il medico, «ma ho visto le immagini di tanta gente a spasso, in tutte le città abruzzesi. Io sono uscito sabato e c’era già molta gente in giro. Troppa».
Le buone notizie sul rallentamento della corsa dei contagi ci sono: «I dati», dice il medico, «ci dicono che nell’ultima settimana si è ridotta la velocità di incremento della curva dei contagi. In provincia c’è una media di 54 casi positivi al giorno, 380 casi totali settimanali contro gli oltre 700 della settimana prima. C’è anche un 7% in meno dei ricoveri in ospedale, pur restando elevata la percentuale dei posti occupati nelle terapie intensive. E questo è un dato che continua a preoccupare parecchio. Il tasso di ospedalizzazione riguarda sempre di più le sole fasce di età avanzata, con pazienti fragili ad alto rischio di mortalità. Sta invece migliorando la potenzialità dell’assistenza territoriale grazie soprattutto alle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale che in collaborazione con i medici di famiglia si occupano dei pazienti positivi al coronavirus che restano a casa. Ovviamente le buone notizie sulla riduzione della velocità dei contagi sono dovute proprio alle misure di contenimento messe in atto anche in maniera anticipate dal governo regionale. Ma ora, con l’alleggerimento delle restrizioni, cominciano le preoccupazioni per il futuro, perché tutti gli assembramenti che ci saranno inevitabilmente durante le feste di Natale porteranno al rischio di una ripresa dei contagi».
Ecco perché le immagini del fiume di gente a passeggio in centro ha spaventato Casale. «Non dico che in giro ci siano negazionisti», precisa il presidente dell'ordine dei medici, «ma credo che ci siano persone poco interessate o poco consapevoli della gravità dei problemi perché magari non sono mai state colpite da vicino». E dunque ben venga il clima natalizio in città, purché non contribuisca a «dare l’idea che siamo fuori da questa situazione perché non lo siamo. C’è da considerare anche che presto saremo di fronte al rischio provocato dalla riapertura delle scuole e, soprattutto, che sta per arrivare l’epidemia influenzale che avrà il suo picco tra gennaio e febbraio». E qui Casale, che è un medico di base, non usa mezzi termini per dire quanto sia grave il fatto che non sono stati erogati sufficienti dosi di vaccino: «Non ho elementi per stabilire di chi sia la colpa, ma è grave. Come è grave aver lasciato i medici di base e i centri vaccinali senza notizie certe». I medici iscritti all’ordine in provincia sono circa 3.400, più di 350 sono medici di base. Soprattutto fra i medici di famiglia, tanti sono quelli vicino alla pensione. L’ordine dei medici ha lanciato più volte l’allarme sui tagli sulla sanità, «un errore strategico», chiude Casale, «che la pandemia ora ha messo tragicamente in evidenza».