«I miei primi sospetti già da sabato mattina»

L’allarme dato dal consigliere Lizzi: luci accese in casa da due giorni e auto sul ciglio della strada
MONTEODORISIO. A capire che ad Antonio Lizzi era accaduto qualcosa di grave è stato un consigliere comunale della maggioranza, Donato Lizzi. Il cognome è lo stesso della vittima ma non sono parenti. È stato lui a chiamare i carabinieri. Grazie a lui, le forze dell’ordine sono riuscite a fare importanti accertamenti che potrebbero aiutarli a risalire all’omicida. In paese sono tanti i cittadini che hanno apprezzato il gesto. Lui si schernisce. «Ho fatto solo il mio dovere», dice. «Io lavoro in fabbrica. Sabato mattina passando davanti alla casa di Antonio, alle 5, ho visto le luci accese, la porta di casa socchiusa e il furgone che sporgeva sulla strada. Il giorno successivo», sottolinea Donato Lizzi, «la scena non era cambiata. Tornando dal lavoro ho deciso di segnalare la stranezza ai carabinieri. Loro sono arrivati subito e hanno scoperto il corpo del pensionato. Io ho preferito non entrare. Quando ho saputo del ritrovamento del cadavere mi è spiaciuto tanto. È ancora più doloroso aver saputo come è morto», dice il consigliere comunale.
Monteodorisio ha perso da tempo, come tutto il Vastese, la tranquillità. I furti nel piccolo paese non si contano più. Il 2 marzo 2017 l’ufficio postale è stato rapinato da un bandito solitario armato di pistola. Il colpo ha fruttato 65mila euro. L’opposizione ha più volte chiesto la videosorveglianza.
«Fatti come questo dimostrano che la videosorveglianza non è la panacea di tutti i mali. Antonio Lizzi abitava in campagna. Non è possibile coprire tutto il territorio con la videosorveglianza. Quello che forse potrebbe aiutare è la collaborazione fra cittadini, una sorta di difesa solidale. A Monteodorisio ci conosciamo tutti. Sappiamo chi risiede qui e chi no. Se ogni presenza sospetta venisse immediatamente segnalata ai carabinieri, aiuteremmo i militari a proteggerci e contestualmente potremmo riuscire a scoraggiare ladri e malavitosi», dice Donato Lizzi appellandosi al senso civico dei cittadini. La sera ( le luci accese portano a ipotizzare che l’omicidio sia avvenuto dopo il tramonto) in cui è stato ucciso, Antonio probabilmente ha urlato ma nessuno lo ha sentito. Nessuno ha visto altre persone entrare o uscire dalla sua casa. La speranza è che qualche automobilista di passaggio possa aver visto qualcuno fuggire e lo riferisca agli investigatori. (p.c.)
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