«I negozi chiudono? Pochi parcheggi»

Parlano gli esercenti del centro. E chiedono il rilancio del settore
CHIETI. «Il cancro di Chieti sono i parcheggi. E Megalò gli ha dato la mazzata. Ecco perché la città alta, sta morendo». Teatino doc, il fotografo Concezio Valerio traccia una diagnosi impietosa dello stato di salute del colle teatino, commercialmente parlando. La diagnosi non è buona, eppure Valerio è il primo a non volersi arrendere alle previsioni. Da un anno e mezzo ha aperto, infatti, un negozio di fotografia a un passo da piazza San Giustino. E le cose, nonostante tutto, vanno bene. «Sulle sorti del commercio cittadino», dice, «sono comunque fiducioso e mi piace la proposta della presidente della Confcommercio Marisa Tiberio di calmierare gli affitti per non vedere così tante serrande abbassate. Ma il problema del parcheggio va risolto. E non è neanche possibile che piazza San Giustino, la piazza principale della città, sia invasa da auto in sosta e parcheggiatori abusivi».
«La proposta è condivisibile», continua Concetta De Sanctis, della copisteria Edidesan, e membro del consorzio di commercianti Chieti C’Entro. «Anche il nostro consorzio l’aveva messa in campo, sebbene non sia di facile realizzazione. Dovrebbe intervenire il Comune con delle misure ad hoc. Ad esempio, aumentando l’Imu per i locali sfitti. Ma temo che la singola proposta non serva a migliorare le cose se a monte non c’è un progetto sul futuro della città. Serve una idea sulla città e sulla sua commerciabilità che muova tutte le strategie per il rilancio del commercio. Ma il Comune non ha messo nulla in campo. E non solo contro questa amministrazione, ma anche le precedenti». E nonostante tutto, «non voglio più sentir parlare di una Chieti morta. Perché la nostra città ha molte potenzialità anche dal punto di vista turistico».
Walter Di Leo, commerciante di abbigliamento, è uno che su Chieti alta ci ha scommesso. Tanto da aver aperto ben tre esercizi commerciali tra via Pollione e corso Marrucino. «Andiamo avanti tra difficoltà e coraggio», dice Di Leo, che è commerciante da 40 anni e da tre anni ha aperto i tre negozi Vietrò. «Lavoriamo comunque bene. Abbiamo una clientela che arriva anche da fuori città e abbiamo un buon riscontro anche tra i turisti. Però», sottolinea, «non si può far venire i turisti a Chieti e poi far loro trovare i siti archeologici chiusi o tenuti male». Quanto alla politica, «la maggior parte dei consiglieri comunali mi ha deluso. Solo in pochi sanno davvero quello che stanno facendo».
Su Chieti alta e sulla possibilità di vivere di commercio ci ha scommesso pure la giovane coppia che gestisce il bar pasticceria La cocò de Claire, Stefano Grossi e Chiara Costantini. «La proposta sugli affitti ci piace», dicono, «ma non ci sono solo gli affitti. Siamo purtroppo anche molto tartassati e una piccola attività difficilmente riesce a far fronte a tutto». Come se ne esce? «Magari con più eventi in centro, ma anche da questo lato del corso, non solo dalla fontana verso la Trinità».
Silvana Chiulli, gestisce la profumeria Beauty Club da 37 anni. Come ha fatto a resistere anche con l’avvento della crisi? «Con passione», spiega, «sono riuscita a mantenere una clientela affezionata. Per quanto mi riguarda, credo che il problema del parcheggio sia quello che più dia fastidio. E visto che è così difficile trovare un posto auto, magari i vigili urbani potrebbero avere un po’ più di tolleranza».
Anche per Maria Teresa Sbaraglia, proprietaria del negozio di abbigliamento Sandro Ferrone, «Più parcheggi e meno multe». Dal 1976 gestisce la sua attività con successo: «Ho una clientela affezionata, anche se con la crisi spende meno», dice.
Cristina Marrone, proprietaria del negozio di abbigliamento Qb in corso Marrucino, è uno di quei commercianti che ha deciso di mollare. Dopo due anni, trasferirà a breve il negozio allo Scalo. «La città non c’è», dice, «il pomeriggio diventa una città-fantasma. Dalle 19 non si vede più un’anima».

